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sabato 9 novembre 2019

No alla pigrizia, differenziamo l'immondizia al Cantoni di Treviglio


Ieri mattina all'Istituto Agrario "G. Cantoni" di Treviglio (BG) abbiamo terminato l'ultimo incontro di formazione "No alla pigrizia, differenziamo l'immondizia" per avviare tutta la scuola (docenti, studenti e personale ATA) a svolgere in modo corretto (e consapevole!) la raccolta differenziata: cosa ci dice l'Unione Europea, l'isola di Henderson e il docu-film "Midway", un pizzico di De Lavoisier e qualche minuto di "Sporchi da morire", che cos'è l'economia circolare, cos'è la strategia Rifiuti Zero e la Tariffa Puntuale, e poi qualche regola per fare bene la raccolta differenziata, sfatando da subito i tanti falsi miti sulla plastica e gli imballaggi di plastica "puliti".
Oltre al percorso formativo, come 5R Zero Sprechi abbiamo consegnato alla scuola anche i bidoni necessari (recuperati da materiale di scarto) per dotare tutte le aule dei contenitori necessari. Ringraziamo la preside per averci dato fiducia e tutti i ragazzi e i docenti per la grande partecipazione. Per noi è stata una bellissima esperienza, che speriamo di poter replicare in tante altre scuole. 

Un semino l'abbiamo piantato; ora speriamo che nasca un grande albero 

venerdì 1 novembre 2019

Rifiuti e Raccolta Differenziata: raccontare le cose a metà non aiuta



Raccontare le cose a metà crea sempre confusione.
Scoprire che tanta plastica "riciclata correttamente" finisca negli inceneritori o nei cementifici è come scoprire l'acqua calda: basta andare a vedere da cosa è comporto il #CSS, alias Combustibile Solido Secondario, tutto "molto green" e sbandierano in ogni angolo dei quotidiani da Italcementi e a2a quando parlano di i "carburanti alternativi" e di "teleriscaldamento fatto per recuperare energia da rifiuti di cui non si sa che farcene"...
Sicuramente, in una logica di Economia Circolare e di Rifiuti Zero, come ribadisce Enzo Favoino in fondo all'articolo, occorre Ridurre tantissimo la quantità di plastica (e d rifiuti) che immettiamo sul mercato. E quindi ben vengano tutte le delibere plastic free che stanno diventando la moda del momento in tantissimi comuni (dove magari ci si ferma solo a quello, NdR)...
Vero è anche, però, che, rispetto al racconto un po' confuso che emerge leggendo questo articolo di Luisiana Gaita comparso stamane su Il Fatto Quotidiano, occorre che i Comuni continuino a fare la Raccolta Differenziata, aiutando i cittadini a farla sempre meglio, fornendo indicazioni sempre più corrette.
Il passo successivo? Beh, la strada è solo una: responsabilizzare i produttori a realizzare imballaggi utilizzando materiali riciclabili al 100%. E in questo contesto penso che il Governo (e Corepla) dovrebbe rivestire un ruolo centrale. Insomma, occorre far sì che insieme alla Riduzione, al Riuso, al Riciclo e al Recupero, l'industria sia obbligata ad attuare la quinta erre: la Riprogettazione.
Poi sarà più facile eliminare anche il Decreto Clini e smetterla di incenerire materiale che si può, anzi, si deve riciclare. Perché bruciarlo, oltre che dannoso per la salute, è pure economicamente stupido.

venerdì 30 novembre 2018

Siamo certi che i rifiuti debbano necessariamente essere ardenti?


Abbiamo letto su Poputus, giornale per bambini allegato ogni martedì e giovedì a L'Avvenire, nel numero 2115 del 29 novembre 2018, un articolo dedicato alla questione degli inceneritori dal titolo “Rifiuti ardenti”. Premettiamo che il giornalino è scritto molto bene, con un taglio adatto ai ragazzi, usa parole semplici ed è sempre molto attento alla questione ambientale. E anche l’articolo in questione inizia bene: in Italia produciamo mediamente 500 kg a testa all’anno, un’esagerazione. L’ideale, si dice, sarebbe quella di produrne di meno, fare una buona raccolta differenziata e riciclare tutto. Proprio quello che ci dice di fare l’Unione Europea. Ma ecco che, a questo punto, l’articolo smarrisce il filo del discorso e fa nascere il “problema dei problemi”: “Ma i rifiuti che non riusciamo a riciclare? L’unica soluzione resta quella di bruciarli nei termovalorizzatori”. Subito dopo aggiunge: “Ma se la raccolta differenziata migliorerà nel futuro, ne serviranno sempre di meno”. A questo punto, pensavamo che la risposta alla totale inutilità agli inceneritori fosse automatica. Invece l’articolo insiste: non importa, "gli inceneritori resteranno indispensabili, serviranno ancora". E poi, "quelli moderni inquinano poco". La perla finale, poi “l’Italia deve decidere se costruire qualche nuovo impianto oppure se continuare a pagare per far bruciare i rifiuti ad altri”, fa a botte con la logica. Una tale affermazione, infatti non tiene conto del tempo necessario per costruire nuovi inceneritori, mediamente di otto anni. Contraddice poi il concetto di economia circolare di cui tutte le altre pagine di Popotus, anche nei numeri precedenti, sono permeate. Non tiene conto del principio di conservazione della materia che i bambini hanno imparato a scuola, ossia che i rifiuti bruciati non scompaiono: diventano per una piccola parte energia, ma il resto si trasforma in ceneri altamente inquinanti, da conferire in discariche, e in sostanze volatili molto pericolose (diossine e metalli pesanti). E non tiene conto, in ultimo, che un'alternativa agli inceneritori esiste e si può perseguire da subito: la strada è quella di Rifiuti Zero! Proprio in questi giorni, sono stati premiati i comuni ricicloni, comuni i cui abitanti hanno saputo dimostrare che si può produrre ogni anno una ventina di chilogrammi di secco residuo a testa, alla faccia dei “rifiuti che non si possono differenziare”. Diciamole queste cose ai nostri ragazzi se vogliamo provare a cambiare il nostro e, soprattutto, il loro futuro!
Comunque siamo certi che seguirà nei prossimi numeri di Popotus un bel chiarimento a queste "piccole inesattezze" ;-)

sabato 24 marzo 2018

Incontro Rifiuti Zero a Rodengo Saiano


TU FAI LA DIFFERENZA! 
Un invito ed un messaggio di incoraggiamento anche a Rodengo Saiano

Questo il titolo di un incontro organizzato dalla associazione 5R Zero Sprechi a Rodengo Saiano il 7 Aprile, alle ore  16:00 presso l' auditorium San Salvatore, per portare il nostro contributo sul tema dei rifiuti.
Condivideremo con chi vorrà partecipare le nostre esperienze e i nostri progetti, attivati nei vari territori, per contrastare lo spreco, sperando di contagiare più persone ad attivarsi a loro volta sul lavoro, a casa, a scuola ...
In questo incontro interverrà un nostro associato, Roberto Fiorendi, uno dei massimi esperti sulle strategie rifiuti zero, coautore con Gianluca Cuc del libro “R Rifiuti Zero, dalle parole ai fatti”.
In questa occasione presenterà l’evoluzione della Raccolta Differenziata mediante il sistema del porta a porta con tariffa puntuale, un sistema sempre più diffuso, portando dati e numeri per dimostrare come la qualità e il servizio sono anche risparmio per i comuni e per i cittadini. 

Il tema rifiuti, pur in evoluzione, è sempre attuale e conoscere lo stato delle cose, unitamente alla sistematica emergenza delle risorse, sarà certamente uno spunto di riflessione per tutti. Invitiamo chiunque volesse farsi avanti a intervenire ponendo domande e le proprie esperienze per instaurare un confronto aperto che sarà certamente ricco di spunti di riflessione 
Allestiremo anche un RICICLO QUIZ per mettere alla prova con il gioco chiunque voglia cimentarsi, bambini adulti, a misurare la propria preparazione su come fare correttamente la raccolta differenziata. 

sabato 16 dicembre 2017

Paderno Franciacorta: ancora indicazioni errate su come fare la raccolta differenziata


Segnaliamo alcune indicazioni errate presente sul calendario 2018 distribuito dal Comune di Paderno Franciacorta ai suoi cittadini per educarli ad un conferimento dei rifiuti presenti nel calendario 2018.
La comunicazione è uno dei principali strumenti utilizzati per infornare ed educare alla corretta raccolta differenziata. 



Ricordiamo altresì che nella piazzola ecologica del comune in questione è presente un cassone dove poter conferire le cosiddette "altre plastiche" che normalmente, non potendo essere conferite negli imballaggi di plastica, andrebbero sì messe nel secco della raccolta indifferenziata. Attivarsi in una direzione e comunicare poi di fare il contrario non ci sembra un comportamento coerente...

Speriamo che il Comune di Paderno Franciacorta, dopo aver letto le nostre segnalazioni (inviate anche via mail) possano porre rimedio quanto prima a questi "errori", aggiornando le comunicazione almeno sul sito web e sui social.

sabato 7 ottobre 2017

La raccolta differenziata della "plastica" nel comune di Nembro: urge una piccola rettifica


Ci è giunta notizia da parte di alcuni cittadini che nel comune di Nembro (BG) le indicazioni fornite ai cittadini per come conferire gli imballaggi di plastica contengono alcune piccole inesattezze. Segnaliamo la cosa perché il comune della val Seriana da qualche tempo, come tanti altri paesi della valle, si è dotato di un sacco rosso prepagato per ottimizzare al meglio la raccolta differenziata: tutto quello che "non può essere differenziato" va conferito in un apposito sacco (a pagamento), un sistema che incentiva i cittadini, appunto, a differenziare nel migliore dei modi i vari rifiuti "prodotti", inserendo appunto nel sacco del secco residuo "poche cose".

Nella fotografia che ci è stata inviata, tratta dal calendario distribuito ai cittadini sulla raccolta differenziata del 2017, appaiono indicazioni su cosa NON conferire nella plastica e vi leggiamo una serie di informazioni "fuorvianti": piatti e bicchieri di plastica monouso sono imballaggio di plastica (come giustamente indicato) e quindi vanno nella plastica; inserire però accanto l'aggettivo "sporco" significa solo creare, appunto, confusione nella testa del cittadino. 
Un bicchiere di plastica in cui ho versato un succo di frutta, che ho bevuto tutto, è da ritenersi sporco? Per tanti cittadini lo potrebbe essere.
Un piatto di plastica nel quale ho mangiato le costine e la salamella conterranno sicuramente tracce di grasso, ma è da ritenersi sporco?  Anche qui tanti potrebbero pensare di sì.
Eppure sulle indicazioni Anci-Conai troviamo sempre scritto "pulito sommariamente dai residui di cibo", mai "sporco". La stessa cosa vale per quanto riguarda l'indicazione "plastica non pulita", una definizione che invoglia, per così dire, il cittadino a gettare questo materiale nel sacco del secco residuo.


Non sciacquare gli imballaggi prima di conferirli nella raccolta differenziata.
Non devono essere "puliti", basta che vi siano rimossi i residui di cibo.

Naturalmente siamo andati a controllare sul sito del comune e abbiamo scoperto che, effettivamente, le indicazioni fornite dall'amministrazione comunale non tengono conto delle indicazioni che invece sono riportate negli Accordi quadro tra Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi).

Andiamo alla pagina web del comune di Nembro, selezioniamo Raccolta differenziata e Gestione dei rifiuti  e clicchiamo sul link Modalità di conferimento della plastica

Si apre un documento in pdf (datato 2009!) nel quale leggiamo alcune indicazioni corrette su cosa conferire nella "plastica". Tuttavia, dalla pagina 23, appiano dei rifiuti che viene scritto di NON CONFERIRE NELLA PLASTICA. Tra questi, si indica in modo errato (perché andrebbero conferiti negli imballaggi di plastica, proprio come da indicazioni Anci-Conai): 
  • piatti e bicchieri di plastica monouso  [= imballaggio di plastica];
  • sacchetti delle patatine [= imballaggio di plastica];
  • confezioni di biscotti [quelli nella fotografia andrebbero nella carta/cartone];
  • articoli da cancelleria e relative bustine [= le relative bustine sono imballaggio di plastica];
  • bustine varie [nella foto di destra appare una confezione di borotalco, che riporta il simbolo 07 dei codici di riciclaggio della direttiva europea 94/62/CE ossia "Tutte le altre plastiche" quindi plastiche riciclabili].
Ci auguriamo vivamente che l'amministrazione provveda in tempi rapidi a correggere il documento presente attualmente sul proprio sito, sostituendolo con uno contenete indicazioni corrette. Inoltre, nel calendario su come fare la raccolta differenziata che starà preparando per l'anno nuovo, vorrà precisare meglio la questione sulla plastica sporca indicando la corretta definizione di pulita sommariamente, al fine di non creare un doppio danno ai propri cittadini che potrebbero essere indotti ancora in futuro a conferire (erroneamente) del materiale nel secco residuo anziché recuperarlo negli imballaggi di plastica: un possibile guadagno diverrebbe non solo un costo per le proprie tasche, ma anche un danno per l'ambiente, perché, è bene ricordarlo sempre, tutto ciò che viene buttato nel sacco del secco residuo finisce poi a bruciare in un inceneritore (in Lombardia ne abbiamo ben 13).

mercoledì 13 settembre 2017

Due parole sulle macchinette mangia-rifiuti



Girano nella rete Internet video come questo sotto dove si vedono all’opera particolari macchinette mangia-rifiuti nelle quali inserire bottiglie di plastica, ottenendo in cambio soldi o buoni per fare la spesa. Queste macchinette mangia-rifiuti (Ecocompattatori) sono molto diffuse in Germania e qualcuno le vorrebbe importare anche in Italia.

In Germania, però, a differenza di quello che succede in Italia, i produttori di imballaggi sono i diretti responsabili della raccolta dei rifiuti. Queste macchinette (Ecocompattatori) sono gestiti dai produttori stessi e i soldi o buoni che rilasciano vanno a compensare il contributo che il cliente ha pagato al momento dell’acquisto del prodotto imballato.
In Italia invece gli oneri della raccolta (e, in senso più ampio, della gestione) dei rifiuti spetta per legge ai Comuni. Comuni che, attraverso i gestori, ottengono i cosiddetti rimborsi Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) a seconda del materiale: COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio ed il Recupero degli Imballaggi in Plastica), COREVE (Consorzio Recupero Vetro), COMIECO (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica), CIAL (Consorzio Imballaggi Alluminio), RICREA (Consorzio Nazionale Riciclo Imballaggi Acciaio) e RILEGNO (Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno) calcolati sulla base dei materiali restituiti alle piattaforme Conai. In Italia dunque di mezzo, tra il produttore e il cittadino, ci sono prima il Conai e poi il Comune, per legge. Se si vuole fare qualcosa, si deve prima cambiare la legge.
Boltiere qualche mese fa è stato installato un Ecocompattatore in un supermercato piuttosto noto. Bello! Però è un po’ come tirarsi una martellata sui piedi, nel senso che se tanti cittadini di Boltiere portassero il proprio alluminio e la propria plastica (mi sembra faccia lattine e bottiglie), la Servizi Comunali passerebbe in giro per le strade il giovedì a vuoto (anche se il giro degli addetti andrebbe comunque pagato).
Inoltre la Servizi Comunali non avrebbe alluminio e plastica da restituire alla piattaforma Conai che, una volta verificata la pesata, rimborsa il valore di alluminio e plastica al Comune di Boltiere.
Dunque il famoso Ecocompattatore si prende l’alluminio e la plastica belli puliti, se li vende e ci guadagna e ai cittadini di Boltiere resta il dover pagare il giro del giovedì.Qualcuno potrebbe quindi suggerire: “Allora potremmo togliere il giro del giovedì di plastica e alluminio e non pagare più il giro!”
Sì, però non tutti hanno tempo e voglia di andare all’Ecocompattatore e quindi il giro del giovedì non si potrebbe togliere.
Fonte: Meetup della Media Pianura Bergamasca

P.S. L'articolo in questione è stato scritto nel novembre del 2015. Di certo da allora la situazione specifica descritta (soprattutto quella riferita all'ecompattatore di Boltiere) è cambiata.
Resta sicuramente attuale il concetto espresso: se un tale sistema si pone come "alternativa concorrente" perché gestita da una società diversa rispetto al gestore che fa la Raccolta Differenziata in paese, il sistema non regge (e tutto quanto scritto sopra, ahimé, è ancora attuale); se invece, come sta avvenendo in questi ultimi tempi in molti altri paesi (si pensi, per esempio, al comune di Parma) gli ecocompattatori sono gestiti dalla stessa società che poi effettua anche la Raccolta Differenziata, allora le cose cambiano decisamente perché decade la concorrenza e entrambi gli strumenti "remano" nella stessa direzione.

mercoledì 26 aprile 2017

Alzano Lombardo: proviamo con lo schemino, magari così si capisce



Visto che facciamo fatica a "farci comprendere", proviamo a fare uno schemino semplice semplice.






3) Doppio clic e andiamo a vedere


4) La pagina è molto lunga: scorriamo un po' e leggiamo insieme...


5) "Il RIFIUTO SECCO è la parte non organica dei rifiuti solidi urbani, NON recuperabile con le raccolte differenziate, ossia:
  • Sacchetti  di  plastica,  pellicole  per  alimenti, imballaggi, contenitori di yogurt, budini, ecc.: [NdR ??]
  • Carte  plastificate  e  accoppiate,  pannolini  e assorbenti, bicchieri, piatti e vassoi in plastica, ecc.; [NdR ??]"
6) Dopo aver dato alcune indicazioni di massima su cosa è rifiuto secco (in quanto non recuperabile[NdR ??] si aggiunge: "Il RIFIUTO SECCO va buttato solo ed esclusivamente nel SACCO ROSSO POST-PAGATO".
Seguono costi dei sacchi e importo delle multe qualora non si segua alla lettera quanto disposto.

7) Già dopo queste definizioni di cosa sia il rifiuto secco avremmo qualcosa da ridire, ma vogliamo approfondire e andiamo a leggere, poco più sotto nella sezione "Per saperne di più", le Modalità di raccolta domiciliare della plastica 

8) Con tanto di disegnino ben fatto, troviamo indicato cosa va negli imballaggi di plastica e COSA NON VA negli imballaggi di plastica"sacchetti di patatine e snack, vaschetta in polistirolo, film per imballaggi, piatti, bicchieri, shopper".

9) Andiamo sul sito della Corepla [Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica] e cerchiamo cosa va conferito nella Raccolta Differenziata degli imballaggi di plastica



10) Potete così leggere anche voi che "sacchetti di patatine e snack, vaschetta in polistirolo, film per imballaggi, piatti, bicchieri, shopper, oltre ai contenitori di yogurt e budini, vanno conferiti negli imballaggi di plastica". Inoltre, le belle figurine utilizzate nel vademecum pubblicato dal comune di Alzano Lombardo sono state prese proprio da queste disposizioni pubblicate da Corepla, ma cambiandone la destinazione di conferimento.

Noi abbiamo scritto una e-mail al comune, osservando che ci fosse "qualcosa che non andava"; su nostra sollecitazione, anche la stessa Corepla ha scritto al Comune ribadendo quanto da noi esposto in precedenza.
Trascorsi un paio di mesi, visto che "tutto taceva", ci siamo permessi di sollevare pubblicamente la questione, ricevendo per tutta risposta prima una sostanziale "alzata di spalle" ["La notizia si riferisce ad una nota di 4 anni fa ad oggi inapplicata"] e poi una "squalifica" per cattiva informazione, nella sostanza e nel metodo ["Quando si danno notizie (o presunte tali) ci vorrebbe un minimo di metodo per non fare danni"].

Lasciamo decidere ai lettori e, soprattutto, ai cittadini di Alzano Lombardo, su chi faccia "informazione non corretta".
Speriamo solo che si possa rimediare quanto prima, correggendo e facendo un po' di chiarezza; se già il Comune di Alzano Lombardo, con queste disposizioni "fuorvianti", è "un esempio nazionale in materia di raccolta dei rifiuti", non osiamo immaginare quali livelli eccelsi potrebbe raggiungere se seguisse le indicazioni (nazionali) di Corepla.

Associazione 5R Zero Sprechi

martedì 25 aprile 2017

Alzano Lombardo: dopo tanto silenzio, qualcuno parla, ma non risponde

Dopo il nostro comunicato, veicolato anche sulla pagina Facebook Sei di Alzano Lombardo se..., l'amministrazione comunale ha trovato quasi subito il tempo di risponderci. Avremmo evitato volentieri tutta questa "pubblicità" se solo qualcuno a gennaio avesse risposto alle nostre mail, oppure se a marzo si fosse dato retta a quanto scritto da Corepla allo stesso Comune, rispondendo anche a loro (e a noi per conoscenza).
La risposta ottenuta indirettamente però ci lascia alquanto perplessi. 



Nel comunicato del Comune che richiamiamo, datato 2 dicembre [2016?] [http://www.comune.alzano.bg.it/servizi/igiene-urbana/raccolta-rifiuti-solidi-urbani/] leggiamo: 

"Si richiama l'attenzione di tutti gli Utenti del servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti urbani al rispetto delle NUOVE DISPOSIZIONI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLA PLASTICA.
IN ALLEGATO TROVATE UN UTILE VADEMECUM ILLUSTRATO, DOVE VENGONO RIPORTATI GLI IMBALLAGGI IN PLASTICA CHE SI POSSONO RACCOGLIERE E QUELLI CHE, INVECE, NON VANNO GETTATI NEL SACCO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLA PLASTICA ma devono essere conferiti separatamente (ingombranti, polistirolo, etc.) presso il Centro di Raccolta comunale OVVERO GETTATI NEL SACCO ROSSO PREPAGATO (SHOPPER, pannolini, etc.). [...]
PLASTICA SI' ... PLASTICA NO - VADEMECUM PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLA PLASTICA [http://www.comune.alzano.bg.it/export/sites/default/risorse/documenti/territorio/Itinerari-Download/Disposizioni-raccolta-domiciliare-della-plastica-12-2013.pdf]".

Sarebbe piacevole che l'amministrazione comunale di Alzano Lombardo rispondesse nel merito ai propri concittadini rispetto alle problematiche evidenziate, prima fra tutte la manomissione delle indicazioni iconografiche di Corepla (con inversione di destinazione). E' ovvio che è a questo cui facciamo riferimento quando affermiamo di "maggiori costi".

Ma se la nota contestata è di 4 anni fa e risulta inapplicata, qualcuno ci può spiegare come mai appare ancora presente nella pagina principale che spiega i CRITERI PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI?
[http://www.comune.alzano.bg.it/servizi/igiene-urbana/raccolta-rifiuti-solidi-urbani/]

Leggiamo anche nella "definizione di rifiuto secco":


Il RIFIUTO SECCO è la parte non organica dei rifiuti solidi urbani, NON recuperabile con le raccolte differenziate, ossia:

  • Sacchetti  di  plastica,  pellicole  per  alimenti, imballaggi, contenitori di yogurt, budini, ecc.;
  • Carte  plastificate  e  accoppiate,  pannolini  e assorbenti, bicchieri, piatti e vassoi in plastica, ecc.
Proprio come riportato nel Vademecum: materiale che secondo Corepla va nella plastica, viene detto ai cittadini di conferirlo nel secco residuo.







Associazione 5R Zero Sprechi

domenica 23 aprile 2017

Raccolta differenziata: errori e silenzi ad Alzano Lombardo


Raccolta differenziata: gli errori e i silenzi del Comune di Alzano Lombardo stanno arrecando un grave danno economico a tutti i cittadini

A volte anche quando le cose sono semplici, ci si mettono le amministrazioni pubbliche a complicarle.
È questo il caso della raccolta differenziata nel Comune di Alzano Lombardo, dove nel dicembre 2016 l'Ente ha impartito ai propri cittadini “nuove disposizioni per la raccolta della plastica”.
A prima vista poteva sembrare una semplice comunicazione istituzionale, quasi un favore ai cittadini alle prese con un sistema a volte non sempre chiarissimo soprattutto per i meno giovani, se non fosse che le informazioni riportate sono errate e non rispecchiano assolutamente le direttive impartite da Corepla, il consorzio nazionale per la raccolta il riciclaggio e il recupero della plastica.
Nel documento distribuito dal Comune infatti i sacchetti delle patatine e snack, vaschetta in polistirolo, film per imballaggi, piatti e bicchieri di plastica (usa e getta) e shopper vengono fatti conferire nel sacco del secco indifferenziato, quando invece il consorzio specifica chiaramente che questi materiali devono essere conferiti negli imballaggi di plastica.
Inoltre, siamo rimasti ancor più basiti perché, nel comunicato del comune di Alzano Lombardo, si afferma che tutta la plastica raccolta viene poi conferita presso “un centro di riciclo e recupero affiliato a Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio ed il Recupero degli Imballaggi in Plastica)”.
Come Associazione 5R Zero Sprechi ci siamo subito attivati scrivendo direttamente al vicesindaco con delega all’ambiente per chiedere spiegazioni, il quale però non ci ha mai risposto.
Di fronte al silenzio dell’Ente abbiamo quindi deciso di rivolgerci direttamente a Corepla per informarli del grave errore commesso dal Comune, ma anche di fronte al richiamo inviato da Corepla per mezzo della dottoressa Susanna Corsico, il Comune di Alzano Lombardo ha continuato a non rispondere.

Un muro di gomma davvero inaccettabile che ci ha spinti quindi a rendere pubblica la nostra denuncia qui riassunta:
1) le indicazioni distribuite nel vademecum del comune di Alzano Lombardo sono manipolazioni alterate in senso opposto delle specifiche indicazioni di Corepla che causano una artificiosa riduzione della quota di raccolta differenziata;
2) dietro la minaccia del Comune di pesanti ammende, si impone ai cittadini di conferire materiale riciclabile nel secco, mediante “sacco rosso prepagato”, generando quindi nei cittadini un doppio danno economico. In primis la mancanza dei contributi Conai derivanti dal mancato riciclo di materiale prezioso arreca al Comune un minore introito. In secondo luogo inoltre i cittadini si trovano a dover pagare un costo extra per l’incenerimento del secco residuo. Meno ricavi e più costi che si traducono quindi in una tassa rifiuti più salata per i cittadini, i commercianti e le imprese di Alzano.

Riteniamo molto grave il comportamento messo in atto dall’amministrazione di Alzano Lombardo, non solo perché si contravviene a gran parte delle indicazioni Corepla per eseguire nel migliore dei modi una corretta raccolta dei rifiuti, ma soprattutto perché si crea un notevole danno economico ai cittadini.
Confidiamo che in seguito a questa pubblica denuncia l’amministrazione comunale di Alzano Lombardo provveda al più presto ad adeguarsi alle indicazioni di Corepla affinché non siano i cittadini a pagare per gli errori commessi dal Comune.

Associazione 5R Zero Sprechi

lunedì 10 aprile 2017

I rifiuti? Non esistono!



Quando diciotto anni fa, da assessore del Comune di Alba, introdussi, primo comune in Piemonte, la raccolta differenziata cosiddetta porta a porta anche dell’umido, amici del settore come Enzo Favoino mi avvertirono che non ne sarei rimasto indenne. Che la passione mi avrebbe travolto. Che di rifiuti avrei continuato ad occuparmene.
Così è accaduto ed oggi con i colleghi della cooperativa ERICA cerco di guadagnarmi il pane.
La stessa cosa è accaduta a tanti amministratori.
Marco Boschini ed Ezio Orzes ne sono l’esempio più virtuoso.
Sono i testimoni di questa passione che ti avvolge e trascina.
Credo che sia un po’ come quei medici che non riescono a stare lontano dalle popolazione fortemente colpite dall’ebola o dal virus HIV, venuti a contatto hanno una sola missione, debellare il virus.
Marco e Ezio nel loro “I rifiuti? Non esistono!” edito da emi, nella collana infralibro, evidenziano questa missione: debellare il virus dei rifiuti.
Lo fanno, proprio come i medici, dopo esserne venuti a contatto attraverso il loro ruolo di amministratori: Marco Boschni, assessore nel comune di Colorno, in provincia di Parma e Ezio Orzes, assessore del comune di Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno.
Lo fanno, non limitandosi a raccontare le loro storie di successo, ma richiamando l’impegno prima di tutto nell’associazione Comuni Virtuosi, evocando l’importanza del mettersi in rete e di scambiarsi le proprie esperienze.
Lo fanno a suon di rinunce, Marco lasciando un lavoro sicuro come educatore e impegnandosi a tempo pieno proprio per l’Associazione Comuni Virtuosi e Ezio abbandonando un comodo impiego alle poste e lanciandosi all’aiuto di altre amministrazioni che vogliono liberarsi dai rifiuti.
Il libro, 56 pagine su delicata carta riciclata, riesce attraverso i rifiuti ad affrontare temi politici, tecnici e anche storico-letterari.
Il libro inizia con una tesi da dimostrare: non è vero che il pubblico è inefficiente, anzi con un j’accuse alla politica delle privatizzazioni degli ultimi anni, trasversale ai colori politici, dimostrano come i migliori risultati d’Europa li abbiamo in Italia e li abbiamo grazie ad aziende pubbliche.
La seconda parte, dal titolo “Bravi da morire” rafforza la tesi iniziale a forza di numeri. Numeri della provincia di Treviso, dove 560mila abitanti differenziano ‘85% dei propri rifiuti urbani con tariffe inferiori del 30% alla media nazionale. Numeri del Comune di Ponte nelle Alpi, che proprio dalla provincia di Treviso ha preso spunto per la riorganizzazione dei servizi di raccolta, numeri che ci raccontano una raccolta differenziata superiore al 90% e una quantità di rifiuti urbani avviati a smaltimento inferiore ai 30 chili per abitante all’annorisparmiando alle casse comunali oltre 100mila euro e utilizzando gli oltre 400mila euro di risparmio in discarica per dar lavoro a quasi una decina di persone.
Numeri che se tradotti si scala nazionale significherebbero: riduzione delle tasse di qualche miliardo di euro, creazione di 50mila posti di lavoro, miglioramento dell’ambiente e delle condizioni di salute delle nostre città.
Scusate se è poco” – scrivono gli autori.
La terza parte è una romantica passeggiata nei dintorni di Marzabotto, tra il Monte Sole e i ricordi dell’eccidio di fine settembre 1944 e il recupero dell’ex cartiera oggi sede di uno dei più moderni impianti di riciclo d’Italia. Marco Boschini ci accompagna tra i macchinari della Dismeco mettendo per scritto i suoi pensieri che “mischiano storia e futuro, passato e presente […] e qui capisci che la strategia internazionale Rifiuti Zero non è una chimera, ma un piano di lavoro in fase di attuazione”.

Marco Boschini – Ezio Orzes
“I rifiuti? Non esistono!”
Due o tre cose da sapere sulla loro gestione
Emi edizioni – coll. Gli infralibri. Ottobre 2014.

venerdì 7 aprile 2017

Energiadi a Lodi Vecchio

Venerdì 7 aprile i volontari di 5R Zero Sprechi hanno incontrato a Lodi Vecchio gli studenti delle scuole elementari e medie.
Con loro abbiamo giocato al Riciclo quiz, una  nostra idea per informare e formare giocando su come sia facile differenziare i rifiuti.





Con i più piccoli abbiamo fatto anche un'analisi merceologica prendendo i rifiuti (gettati tutti insieme indistintamente nel bidone delle scuole medie dove si son svolte le Energiadi) e mostrando loro che, con una adeguata separazione dei vari rifiuti (carta, vetro/metallo, organico e plastica) il secco residuo, quello che "avanza", praticamente non esiste. Insomma: i rifiuti, non esistono... 






Missione compiuta!

martedì 28 marzo 2017

Brescia Art Marathon 2017: i risultati dei nostri ecopoint



Aprica ci ha comunicato i dati ufficiali relativi alla Raccolta Differenziata durante l'edizione 2017 della Brescia Art Marathon, che ci ha visti impegnati in prima linea, aiutati da tantissimi volontari, con le nostre postazioni Ecopoint lungo tutto il tragitto della gara. 

Purtroppo, a differenza dell'anno scorso, quest'anno l'organizzazione non ci ha permesso di chiudere (per motivi di sicurezza) i cestini stradali. Siamo certi che i risultati sarebbero migliorati decisamente. 



Intanto "godiamoci" questo buon 80% di Raccolta Differenziata:
  • Imballaggi di plastica – 900 kg
  • Carta – 450 kg
  • Vetro – 150 kg
  • Organico – 200 kg
  • Secco residuo (Indifferenziato) – 450 kg


P.S. Ricordiamo che a Brescia, nonostante i numerosi sforzi profusi in questi ultimi mesi, non si supera ancora il  50% di Raccolta Differenziata. Forse se si eliminassero le calotte e si adottasse il sistema del porta a porta, meglio se con la tariffa puntuale, chissà... si potrebbero avere delle sorprese, che ne dite? ;-)

mercoledì 15 marzo 2017

Chi è il partner industriale di G. Eco?



G. Eco è una società a capitale pubblico e privato, che gestisce la raccolta differenziata dei rifiuti in numerosi comuni della bergamasca.
E sapete chi è stato individuato come partner industriale? 


“La Commissione Europea è stata chiara nel dire basta a futuri investimenti negli #inceneritori, perché una volta costruiti devono essere fatti lavorare e impediscono al sistema di evolversi. Bruxelles ha chiesto alla Bei e alla direzione generale della Commissione che gestisce i fondi strutturali di chiudere i rubinetti per impianti di questo tipo e dirottare le risorse verso il #riciclo”.
Enzo Favoino, Zero Waste Europe

giovedì 24 novembre 2016

Un Dodit per aumentare la Raccolta Differenziata


Il Comune di Rodengo Saiano protagonista durante la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti grazie a 5 R zero sprechi e all'azienda Tandem srl.
L'amministrazione comunale ha accolto infatti la proposta a partecipare a questa iniziativa da parte dell'azienda lombarda specializzata in separazione dei rifiuti, che ha così posizionato nei giorni scorsi nel municipio (dove resterà fino al 27 novembre) un Dodit, il dodecaedro per la raccolta differenziata creato per un conferimento efficace nei luoghi pubblici.
"Vogliamo innanzitutto ringraziare per la sensibilità sul tema il sindaco Giuseppe Andreoli e l'assessore al territorio Ramona Raffaelli – esordisce Manuela Cazzaniga di Tandem –. Nelle notre case siamo abbastanza abituati a differenziare, ma quando siamo fuori casa spesso troviamo, se li troviamo, solo cestini per l'indifferenziato o brutte file di cestini anonimi. Dodit è stato creato proprio per avere un contenitore dove differenziare è facile e intuitivo"

Durante questa settimana di sperimentazione ci saranno anche momenti formativi curati da 5 R zero sprechi. "Rodengo – spiega Marco Migliorati di 5 R – è un paese che fa la differenziata con i cassonetti a calotta e non con il porta a porta, motivo per il quale l'ho segnalato alla Tandem per la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti".
Info sulla pagina Facebook "Dodit"


Gabriele Minelli, Il Giornale di Brescia, 23 novembre 2016