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venerdì 3 gennaio 2020

Eco-nuotata per l'ambiente



Per il terzo anno consecutivo, dopo il successo delle edizioni 2018 e 2019, le Associazioni Ambientaliste Lecchesi e Lombarde, con il sostegno della Associazione “I Laghée” e del Comune di Mandello, organizzano per Sabato 11 Gennaio la eco‐nuotata “gelida” per il Lago e l’Ambiente, nelle acque del Lago di Lecco (a cui prenderà parte anche il "nostro" Enzo Favoino, NdR)
Come già negli anni scorsi, la  eco‐nuotata  è  intesa a  richiamare l’attenzione sui  temi  dell’ecologia  e dell'inquinamento del nostro pianeta, con particolare riferimento a quelli legati alla protezione dei nostri laghi e mari. In particolare, l’iniziativa pone l'accento sull'emergenza globale dovuta alla dispersione delle plastiche nei laghi e nei mari ‐ un tema cui anche la Unione Europea ha inteso finalmente dare risposta, al massimo grado di autorevolezza, con la Strategia sulla Plastica e la Direttiva sulle Plastiche Monouso sui temi relativi al riscaldamento globale (motivo per il quale i nuotatori affronteranno la eco‐nuotata “a freddo”, ossia senza ausilio di muta) sul contributo delle pratiche Rifiuti Zero alla riduzione dei gas serra.
La  eco‐nuotata è organizzata  con  il  supporto delle imbarcazioni   della   Associazione “I Laghée” ed in collaborazione  con  gli  atleti  della  squadra  Italiana  di Nuoto   in   Acque   Gelide (IISA Italy), e coinvolgerà nuotatori esperti ed allenati in acque particolarmente fredde:  gli atleti partecipanti, che hanno rappresentato l’Italia nelle gare internazionali del circuito del nuoto in acque gelide, nuotano e gareggiano in mari e laghi a latitudini e/o altitudini “estreme”.
La nuotata avrà inizio alle ore 11.00 di Sabato 11 Gennaio 2020   a Mandello, presso i Giardini Pubblici di Piazza Garibaldi (in prossimità del cannone) e terminerà verso le ore 12. Il percorso sarà verso il molo della Canottieri Guzzi, per poi ritornare al punto di partenza, per una distanza complessiva di circa 1500 metri, visibile per la sua totalità dal bellissimo lungolago di Mandello.
Sono invitati i media locali e le scolaresche.
Con questa eco‐nuotata, che richiederà un importante sforzo fisico e psicologico, gli atleti di IISA Italy intendono sostenere l’impegno delle associazioni ambientaliste che organizzano l’evento, attestare  il loro amore per i diversi spazi d’acqua, sollecitare il rispetto dell’ambiente, promuovere l’adozione di stili di vita sostenibili ed attenti alla riduzione dei rifiuti, al loro riuso e riciclo, allo scopo di minimizzare gli impatti sull'ambiente.


domenica 1 settembre 2019

Verso Zero Sprechi 2019: i video dell'incontro


Durante il nostro evento Verso Zero Sprechi 2019 alle ore 16 si è tenuto un dibattito con tre illustri relatori sul tema dell'economia circolare e delle buone pratiche di Rifiuti Zero. 

Dapprima Rossano Ercolini, Goldman Enviromental Prize 2013, presidente di Zero Waste Europe e coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori, ci ha parlato dei 10 passi per arrivare a Rifiuti Zero. L'obiettivo è molto ambizioso e difficile, ma la strada per arrivarci è virtuosa e positiva per tutti noi, soprattutto per l'economia che, vista la situazione attuale, ha l'obbligo di camminare sullo stesso binario con l'ambiente. 

E' stata poi la volta di Enzo Favoino, coordinatore scientifico della Zero Wate Europe, che, con il suo intervento "L'economia circolare e l'iniziativa europea sulle plastiche: tra strategia e comportamenti quotidiani", ha fatto chiarezza sul tema, spesso controverso, delle bioplastiche e della differenza tra compostabile e biodegradabile.

Da ultimo, Roberto Cavallo, fondatore delle cooperativa Erica, e famoso per le apparizioni come rifiutologo durante la trasmissione "Scala Mercalli" e ultimamente ad UnoMattina Estate, ci ha spiegato come "Prevenire Conviene" per avere una vera economia circolare, (che a lui piace definire dell'abbastanza) riportando esempi e ricerche.

Qui sotto trovate i video degli interventi. Buona visione e buon ascolto! 





domenica 25 agosto 2019

Verso Zero Sprechi



Una domenica dedicata alle buone pratiche per essere più sostenibili, partendo dall'attenzione per la gestione efficace dei rifiuti ed arrivando alla tutela del nostro Patrimonio Verde.
Ci aiuteranno in questo percorso Luca Regina con il suo ECOCIRCUS, l'associazione Piantumazione Selvaggia con cui alle 10.30 pianteremo 5 alberi nel parco ed i nostri volontari che per tutto il giorno saranno a vostra disposizione, anche per i più piccoli.
Dalle 16 ci sarà l'intervento di 3 illustri relatori, Rossano Ercolini, Enzo Favoino e Roberto Cavallo, che parleranno di raccolta differenziata e buona gestione di ciò che comunemente chiamiamo "rifiuto" per farlo diventare "risorsa"
Ci sarà anche spazio per parlare dell'importanza degli alberi e del progetto della Grande Muraglia Verde per contrastare l'avanzare del deserto, con la partecipazione di Pasquale Policastro, vicepresidente delle fondazione Coeur Verte e di alcune volontarie che hanno partecipato al progetto.




lunedì 12 febbraio 2018

Le immagini della Eco-nuotata


Per ingrandire le immagini, è sufficiente cliccarci sopra. 
Seguono altre immagini...


"Con questa manifestazione abbiamo voluto sottolineare tre temi fondamentali" ha spiegato Raffaella Zigon della Rete Rifiuti Zero della Lombardia. "Il cambiamento climatico, che consente di fare il bagno nel lago a febbraio; la strategia rifiuti zero che promuove le buone pratiche di smaltimento dei rifiuti contro l'incenerimento e l'inquinamento da microplastiche del Lago di Como. Le microplastiche derivano dalla disgregazione dei rifiuti dispersi nell'ambiente ma possono avere anche una diversa origine e raggiungere l'ambiente direttamente con tali dimensioni. Come ad esempio il pellets da pre-produzione industriale, fibre tessili dalle lavatrici o microsfere utilizzate nella cosmesi. Le conseguenze della loro presenza negli ambienti acquatici sono diverse: l'ingestione da parte degli organismi che, a causa della sensazione di falsa sazietà, son portati a non nutrirsi; il bioaccumulo nella rete trofica, tossicità per assorbimento delle sostanze inquinanti presenti nell'ambiente ma anche per gli additivi contenuti nella plastica, trasporto di specie aliene che viaggiano con i frammenti". 


mercoledì 30 agosto 2017

Sul riciclo delle plastiche e il ruolo del plasmix



Bisogna smettere di raccogliere differenziatamente certa plastica? E’ necessario pensare ai destini del plasmix solo in termini di incenerimento? Raddrizziamo un dibattito che è nato storto (gli inglesi direbbero “biased”, ossia inclinato e “non imparziale”, nella direzione sbagliata) - Da lettori attenti ed utenti consapevoli degli spazi di FB, avrete notato che, carsicamente, riaffiorano di tanto in tanto, e con una certa accelerazione nelle ultime settimane, articoli, interviste, inchieste sulle difficoltà di riciclo della plastica. La cosa è stata messa in agenda dalla recente crisi di collocazione del cosiddetto “plasmix”, quella quota di plastiche eterogenee di basso valore, spesso avviate ad incenerimento. La declinazione iniziale del dibattito pareva suggerire che, esaurite le capacità di assorbimento da parte degli inceneritori, non ci fosse destino possibile per il plasmix (sia detto per inciso: sarebbe bello tornare un giorno sul tema del perché gli inceneritori preferiscono bruciare rifiuti urbani a basso potere calorifico, anziché plastiche ad elevato potere calorifico – una risposta c’è, ed è un’altra evidente sconfessione del mito prometeico del c.d. “recupero energetico”, ma è un’altra storia, qui per esigenze di linearità la tralasciamo, e un giorno magari ci torneremo). Questa declinazione/inclinazione iniziale della discussione (poi corretta grazie ad alcune ottimi interventi sul tema) prevedeva l’assenza clamorosa di un argomento (la possibilità di recuperare materia anche dalle plastiche eterogenee) e tendeva a suggerire, per generazione spontanea, un esito improprio del dibattito stesso: realizziamo ulteriore capacità di incenerimento, o restringiamo l’estensione delle raccolte differenziate della plastica alle sole frazioni (oggi) riciclabili. Avete già capito quanto stiamo per argomentare: errori concettuali, e sillogismi impropri, del tutto irricevibili. Mettiamo un po’ di cose a posto. Do il mio contributo mediante alcune note sul plasmix che avevo strutturato qualche settimana fa allo scopo di metterle a disposizione di alcuni attori del dibattito, che stanno portando avanti le istanze che ci stanno a cuore. Penso sia arrivato il momento di allargarne la condivisione. Come sempre, non nella presunzione che vengano integralmente condivise, ma per riempire con ulteriori argomenti alcuni clamorosi spazi bianchi nella discussione. Consideratele dunque un "repertorio di argomenti" per sostenere il confronto e partecipare, ognuno secondo il proprio ruolo ed angolazione, al dibattito sulle difficoltà relative al recupero del plasmix. 
ANZITUTTO: a livello nazionale, circa il 40-50% delle plastiche da RD sono costituite da plastiche eterogenee ("plasmix") che residuano a valle dei processi di selezione (in genere basati su linee di separazione ottico-pneumatica, dopo una prima separazione dimensionale e balistica) nelle piattaforme COREPLA. La percentuale italiana è grosso modo allineata con quella UE. DUNQUE: la classificazione di tali materiali come "plasmix" non è chimica, né merceologica, ma riferita ad una semplice scelta operativa, ossia quella di fermare i processi di selezione e riciclo dopo il recupero dei polimeri di maggiore valore (PET, HDPE, a volte PP ed LDPE) e fare terminare i vari altri polimeri (PS, a volte LDPE e PP, altre plastiche e materiali accoppiati, ma le scelte possono cambiare da piattaforma a piattaforma) nell'aggregato eterogeneo, perché presenti in percentuali basse o perché di valore minore. ATTENZIONE: corre qui l’obbligo di precisare che, ad ogni modo, le eventuali criticità nel riciclo di tali materiali (criticità non assolute, in quanto, come specificato ai punti successivi, le tecnologie di recupero esistono) non possono essere usate a supporto della affermazione, fatta temerariamente da taluni, che "bisogna differenziare solo quanto si recupera". In realtà, il meccanismo della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), istituito dalla Direttiva Imballaggi e recepito nel nostro ordinamento nazionale con il Dlgs 22/97 (Decreto Ronchi) e l''istituzione del sistema CONAI, prevede che la differenziazione sia strumento per restituire ai produttori TUTTI gli imballaggi immessi al consumo, e non solo quelli riciclabili. Questo, per conseguire un duplice scopo: - tenere comunque le (dis)economie di gestione di tali materiali in carico ai produttori, e non alla collettività - indirizzare anche in tale modo, a medio termine, le scelte industriali verso gli imballaggi più durevoli, riutilizzabili, riciclabili. In altre parole, se differenziamo e consegniamo ai consorzi di settore anche gli imballaggi per i quali si incontrano criticità nel recupero, le diseconomie di tali criticità resteranno in carico ai consorzi di settore, e dovrebbero essere un ulteriore stimolo per la riprogettazione degli imballaggi nella direzione della sostenibilità di gestione del fine vita (che l’entità del contributo ambientale sia poi in Italia relativamente bassa, e non consenta di esercitare appieno questa funzione di indirizzo, è altro ragionamento, per quanto complementare, e può essere sviluppato con dovizia di argomentazioni ed evidenze, come molti hanno già fatto, ed ottimamente. Ma qui, interessa il principio). 
RIPRENDIAMO il filo. Come già accennato, esistono ad ogni modo le tecnologie di recupero del plasmix, basate essenzialmente su processi di densificazione/estrusione. Tali tecnologie consentono di ottenere manufatti (bancali, vasi, bidoni, elementi di arredo urbano) di tipo durevole ed a loro volta riciclabili analogamente a fine vita. L'Italia ospita diverse iniziative antesignane in tale direzione, in Toscana, nelle Marche, altri operatori hanno sviluppato tecnologie ora installate all’estero (es. Slovenia, sotto la spinta delle reti e delle strategie RZ). A questa famiglia di tecnologie fa riferimento anche il progetto Ecopulplast promosso dal Centro di Ricerca RZ di Capannori assieme alle cartiere di Lucca, per recuperare il pulper da cartiera (la componente di scarto, a larga prevalenza plastica, che residua dalla selezione idrodinamica della carta da macero prima della sua reimmissione nel ciclo di produzione della carta). Sia detto incidentalmente: nel corso di una attività di cooperazione internazionale con la città di Vynnitsia (Ucraina, 300.000 ab.) abbiamo trovato in loco una Azienda che recupera 300.000 t/anno di plasmix proveniente da tutta Europa, e producendo soprattutto manufatti tecnologici (sistemi di drenaggio, canalette, coperchi per tombini) destinati al mercato Nord Americano - il che significa per loro rispettare anche gli standard tecnologici di settore. Le foto a corredo di queste note sono state scattate proprio in tale Azienda e ritraggono alcuni di tali manufatti. Tali attività sono pienamente definite dal punto di vista operativo, economico, imprenditoriale, e dimostrano la praticabilità dell'opzione, ma per il momento rappresentano esperienze "di nicchia", mentre l'ulteriore diffusione di esperienze analoghe per portare questo approccio a sistema avrebbe bisogno di misure a supporto per creare condizioni "di contesto" in grado di "mettere in agenda" definitivamente attività ed iniziative di questo genere. Qui si colloca anche una recente iniziativa parlamentare che, mediante una proposta di legge, intende dare certezze operative ed imprenditoriali al settore, - istituendo marchi per la riconoscibilità e la qualificazione dei manufatti ("plastiche seconda vita") - promuovendo gli acquisti verdi, secondo il Decreto sul GPP, nel settore dei manufatti per l'arredo urbano - prevedendo altre agevolazioni, come il credito di imposta e l'accesso a tariffe agevolate per l'energia necessaria alle operazioni di recupero. 
RIASSUMENDO: tutto ciò considerato, in una prospettiva RZ e di sostenibilità, noi riassumiamo l'approccio corretto secondo la seguente scansione di priorità: - nel medio-lungo termine, il problema del plasmix va affrontato, in coerenza con i principi della Economia Circolare, mediante lo strumento della riprogettazione dell'imballaggio, nella direzione della durevolezza, dei sistemi di deposito su cauzione per il riutilizzo, della riciclabilità, e dismettendo progressivamente le plastiche che mostrano maggiori criticità (anche se non impossibilità) nel riciclo. - come opzione transitoria e "tattica", in attesa che la riconversione dei sistemi di produzione e distribuzione imballaggi eserciti i suoi effetti virtuosi, nell'immediato va comunque promosso il recupero del plasmix come materia, mediante sistemi di densificazione/estrusione. L’Economia Circolare, e la pratica RZ che ne costituisce il migliore strumento operativo, richiedono di puntare sempre al meglio. E di non fermarsi di fronte alle criticità, ma di usare l’intelligenza e lo spirito di iniziativa per riprogettare, inventare intraprendere. Ricordiamoci sempre: sulla sostenibilità, ed il perfezionamento progressivo dei percorsi di gestione delle risorse, vale la pena di essere ambiziosi. E testardi Al piacere di rileggervi!

Enzo Favoino

lunedì 29 maggio 2017

Rifiuti: problema o risorsa? Ecco cosa si è detto



Le riprese della serata di venerdì a Dalmine in cui, grazie al patrocinio della Città di Dalmine, abbiamo provato a rispondere, con il prezioso contributo di tre autorevoli relatori [Enzo Favoino, Marco Caldiroli e Claudia Terzi] che hanno riportato normative, dati e numeri reali, alla domanda: i rifiuti sono un problema o una risorsa?
Per tutti coloro che non sono riusciti a venire e volessero ascoltare le importanti cose che sono state dette, da cui partire per arrivare a Rifiuti Zero.





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Venerdì 26 maggio alle ore 20.45 a Dalmine (BG), presso la Sala Consiliare di Piazza della Libertà 1, si è svolto l’evento “RIFIUTI: PROBLEMA O RISORSA?”, che ha visto come relatori personaggi di primo piano a livello nazionale e internazionale nella gestione dei rifiuti e negli studi ad essa legati, nonché la partecipazione dell’Assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, Claudia Terzi.
La conferenza è stata promossa dall’Associazione 5R Zero Sprechi, in collaborazione con Liberaidee.

L’Associazione  5R Zero Sprechi si costituisce nel 2016 su iniziativa di cittadini di diverse province lombarde già attivi a livello locale nella promozione della Strategia Rifiuti Zero.
Obiettivo dell’associazione è promuovere la sostenibilità e 5 buone pratiche identificate nelle 5 “R”: Riduzione, Riuso, Riparazione, Riciclo e Recupero. Buone pratiche che, applicate nel quotidiano, sia su piccola sia su grande scala, portano all’affermazione di un'economia circolare a zero sprechi.
L’associazione si dedica prevalentemente alla promozione di serate informative sulla Strategia Rifiuti Zero, organizza incontri nelle scuole e supporta le amministrazioni comunali per orientarle alla tariffa puntuale; effettua analisi merceologiche, fornisce assistenza alla separazione dei rifiuti (attuata mediante un “Rifiutologo”), allestisce Ecopoint e Infopoint durante feste di paese, sagre e manifestazioni, ed effettua attività di recupero di rifiuti abbandonati.

L’evento di venerdì sera è nato come occasione di confronto in un momento in cui la questione dei rifiuti e della loro gestione è alla ribalta nella cronaca nazionale e si prefigura come un problema di difficile soluzione.

Mentre l’Europa si muove sempre più nella direzione di un’economia circolare, ponendosi ambiziosi obiettivi di riciclo e riduzione del rifiuto agli Stati membri, in Italia, nei fatti, si opta spesso per soluzioni a breve termine e poco lungimiranti, che non sembrano risolvere la questione alla radice.
Ricordiamo che la Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di impianti di incenerimento rifiuti: se ne contano 13 solo per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. La sovra-capacità di incenerimento degli impianti lombardi è stata d’altronde constatata dallo stesso Consiglio Regionale, quando, a fine 2013,  approvò una risoluzione che impegnava la Giunta regionale a definire un piano di dismissione degli inceneritori lombardi a partire dai più obsoleti.
Tante sono inoltre le contraddizioni. L’articolo 35 del Decreto Sblocca Italia e il conseguente decreto attuativo ne sono un esempio: la costruzione di nuovi impianti di incenerimento rifiuti viene ventilata come soluzione allo smaltimento sulla base di una programmazione che non tiene conto degli obiettivi di riduzione europei e quindi di un’evoluzione virtuosa del sistema della gestione dei rifiuti. Sempre l’articolo 35 dello Sblocca Italia, istituendo la possibilità di incenerire i rifiuti urbani provenienti da altre regioni e quindi “scavalcando” l’autonomia programmatica regionale, scoraggia le pratiche virtuose locali.
Tutta la tematica necessita, quindi, di un approfondimento e del vaglio di tutte le opzioni disponibili, in un onesto e aperto scambio di idee.

Nel corso della conferenza Enzo Favoino, ricercatore della Scuola Agraria del Parco di Monza e Coordinatore Scientifico di Zero Waste Europe, ci ha parlato degli obiettivi europei e del significato di “economia circolare”, con le potenzialità che offre.
Marco Caldiroli, Vice Presidente di Medicina Democratica, si è soffermato invece sugli aspetti tecnici legati all’incenerimento dei rifiuti e sui conseguenti rischi sanitari, ancora poco conosciuti e approfonditi nel nostro Paese.
Infine, l’assessore Claudia Terzi  ha presentato la situazione locale.

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Claudia Terzi, Assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, laureata in Giurisprudenza. Avvocato, ha conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione forense in prima sessione presso la Corte d'Appello di Brescia. Ha svolto attività presso alcuni studi legali, specializzandosi nel settore del diritto civile, diritto societario e di famiglia e dal 2004 è diventata titolare del suo studio legale, dove si occupa delle medesime materie.
È stata sindaco del Comune di Dalmine dal 2009 al 2013. Precedentemente  è stata  consigliere  comunale  (2004-2009),  presidente dell'Associazione Donne Lombarde di Bergamo e Provincia (2002-2006), segretario della circoscrizione 22 di Bergamo della Lega Nord (2003-2009) e membro del Comitato Tecnico Consultivo per le Nomine della Regione Lombardia (dal 2010).

Enzo Favoino opera dal 1990 in qualità di tecnico e ricercatore presso la Scuola Agraria del Parco di Monza, un centro di ricerca che ha avuto un ruolo fondamentale in Italia ed Europa per lo sviluppo ed il consolidamento delle pratiche di raccolta differenziata, riciclaggio, compostaggio, riduzione. Assieme ai colleghi, ha progettato, realizzato e coordinato diversi programmi operativi nel settore della gestione sostenibile dei rifiuti, sviluppando strategie innovative per l’organizzazione dei circuiti di raccolta.
Da tempo ha portato le competenze e conoscenze sviluppate anche in ambito internazionale, operando per la definizione di strategie di sostenibilità, la realizzazione di circuiti pilota di raccolta differenziata e compostaggio, la definizione della legislazione di settore, la formazione di tecnici e decisori. E’ tra i fondatori dell’ECN (European Compost Network) ed è attualmente il coordinatore del Comitato Scientifico del Centro di Ricerca Rifiuti Zero. Per il ruolo innovatore nei sistemi di raccolta differenziata e riciclaggio, nel 2007 Favoino è stato inserito tra i 50 “Pionieri del Riciclo” scelti a livello nazionale, ricevendo il relativo premio.

Marco Caldiroli vicepresidente di Medicina Democratica, ha svolto numerose attività di consulenza per procedure di VIA e di AIA di vari inceneritori, autore di una cinquantina di studi di impatto ambientale a domande di  AIA per conto di comitati locali per impianti di trattamento e incenerimento rifiuti, cementifici, impianti chimici, centrali termoelettriche e discariche. Ha partecipato quale relatore al Workshop on the Seveso III Directive presso il Parlamento Europeo a Bruxelles.
  

sabato 6 maggio 2017

Rifiuti: problema o risorsa? Ne parliamo a Dalmine il 26 maggio



ASSOCIAZIONE 5R ZERO SPRECHI E ASSOCIAZIONE LIBERAIDEE
CON IL PATROCINIO DELLA CITTÀ DI DALMINE

PRESENTANO

RIFIUTI: PROBLEMA O RISORSA?

venerdì 26 maggio ore 20,45
Sala consiliare, Piazza libertà 1, DALMINE

INCONTRO-DIBATTITO SUL TEMA DEI RIFIUTI:
ORIENTAMENTI LEGISLATIVI, RISCHI PER LA SALUTE,
MODELLI A CONFRONTO

È opinione diffusa che, a causa della ristrettezza delle materie prime, sia indispensabile prolungare la prospettiva di vita delle cose tramite il riciclo e il riuso. Tuttavia, quando il tema tocca la questione dei rifiuti, anche nella nostra realtà provinciale, gli approcci e le soluzioni proposte, anche da parte delle amministrazioni locali, sono molto diverse tra di loro.
Questo, come ci racconterà Enzo Favoino, nonostante il quadro legislativo europeo ci vincoli a raggiungere entro il 2020 una percentuale di riciclo pari al 65% (proprio in questi mesi si discute in parlamento europeo di alzare l’asticella al 70% entro il 2030)
Come ottenere percentuali sempre più alte di differenziazione? In Provincia alcuni Comuni hanno iniziato ad introdurre la tariffazione puntuale (dove l’importo in bolletta è proporzionale alla quantità di secco residuo conferita), altri utilizzano il sacco prepagato, ma la maggior parte (compresa l’amministrazione del capoluogo che non ha ancora dato seguito a quanto promesso in campagna elettorale) è rimasta sostanzialmente ferma al modello del porta a porta.
Il quadro si complica quando poi ci si sofferma sulla questione delicata dello smaltimento del secco residuo (talvolta purtroppo di fatto “indifferenziato”). Per quanto le opinioni tuttora divergano sugli effetti dell’incenerimento su salute e ambiente (in proposito Marco Caldiroli cercherà di mettere alcuni punti fermi), in generale sembra ovvio che, a fronte di una crescente differenziazione dei rifiuti, viene conseguentemente a mancare la materia prima destinata all’alimentazione dei forni. Per questo il legislatore ha, per così dire, “messo a sistema” gli impianti esistenti, permettendo a questi ultimi di alimentarsi con combustibile di provenienza extra-regionale.
È il caso, ad esempio, della questione dell’approvvigionamento dell’inceneritore REA di Dalmine, che, come riferirà l’Assessore Regionale Claudia Maria Terzi cercando di allargare la prospettiva territoriale, smaltisce rifiuti conferiti da altre parti d’Italia.
Tanti quindi i “temi caldi” sui quali confrontarsi, ci auguriamo, nel massimo rispetto delle diverse opinioni di merito.
Grazie per l’attenzione e la partecipazione.

RIFERIMENTI:
Per “5R ZERO SPRECHI” Giorgio Elitropi tel. 3288869456
Per “A.L.I-ASSOCIAZIONE LIBERAIDEE” Agostino Quarenghi tel. 3288985605


lunedì 6 febbraio 2017

Un pessimo articolo


Tra le tante persone "attente" all'ambiente e, in particolar modo, al cosiddetto "mondo dei rifiuti", ha destato non poco "stupore" un articolo comparso sul sito web greenreport (*) "Facciamo la Raccolta Differenziata ma rifiutiamo gli slogan". In esso si mette in cattiva luce il sistema della raccolta differenziata "porta a porta", sottolineando gli "eccessivi costi", soprattutto nella versione con "tariffa puntuale" e inanellando, per avvalorare questa "bizzarra" teoria, una serie di dati e di affermazioni, alcune delle quali palesemente "dubbie".
Qualche giorno fa, Enzo Favoino, tecnico e ricercatore presso la Scuola Agraria del Parco di Monza, ha scritto qualche riga a commento del suddetto articolo e ci permettiamo di riportarlo qui, sperando che possa essere di chiarimento per tutti quanti.


«Stupisce leggere ancora affermazioni di questo tipo. Questa era una discussione che abbiamo già affrontato e definito 20 anni fa, quando mostrammo le prime evidenze della convenienza economica del porta a porta. Ed il bello è che allora lo smaltimento costava 100 ITL/kg (50 euro/t) ora costa mediamente il triplo [...] e dovrebbe essere intuitivo che la convenienza del differenziare e riciclare aumenta. Lascio perdere poi alcuni dati citati nell'articolo sulle percentuali di scarto del riciclo. Testimoniano la scarsissima preparazione dell'estensione. O la sua cattiva fede. In ogni caso, un pessimo articolo.»

L'articolo di greenreport segue in sostanza una certa tradizione, che si basa su alcuni studi "condotti e commissionati" da grandi multiutility dell'area emiliano-romagnola, tendenti a screditare il sistema della raccolta differenziata mediante il sistema degli alti costi.

«Come gli ultimi giapponesi nella jungla [...] si ostinano ad adottare le valutazioni di un pessimo studio di Bain; uno studio di qualche anno fa che usava ancora il parametro degli Euro/t per la valutazione dei costi dei servizi di Igiene Urbana, quando invece tutti gli altri studi usano ormai da diversi anni il parametro degli Euro/abitante: come è peraltro ragionevole che sia, visto che il servizio di igiene urbana lo paga l'abitante, non la tonnellata. Evidentemente, dividere gli euro sulle tonnellate, premia i sistemi più dissipativi, ossia quelli in cui si producono più tonnellate di rifiuto, è un effetto distorsivo matematico, che già attorno al 1995 segnalammo, sottolineando l’opportunità di adottare il parametro Euro/abitante, criterio poi seguito in tutti gli studi di settore e nella sezione di analisi economiche del Rapporto Nazionale Rifiuti pubblicato annualmente. La migliore risposta alla tesi sottesa all’articolo (“fare tanta raccolta differenziata fa lievitare i costi”) viene dalla ricerca ufficiale, dunque avulsa da alcun interesse specifico di alcun operatore, della regione Lombardia, eseguita nel 2010. Base statistica: 10 Milioni di persone, 1545 Comuni - dite che in 5 anni qualcuno ancora non ha avuto tempo di leggerla? Ecco la slide che ne riassume gli esiti, e che è eloquente.


Altra argomentazione-cardine inclusa nell’articolo che ci ha fatto perplimere e sorridere: l'artifizio strumentale di comparare i costi odierni con quelli di 10 anni fa. Lo schema (poco) logico sarebbe: prima affermare "oggi gestire i rifiuti costa di più" - e ci mancherebbe: il sistema sconta (e meno male che è così) l’evoluzione determinata dalle Direttive UE, come la "Direttiva Discariche", con obblighi di pretrattamento, 30 anni di responsabilità finanziaria nel post-discarica, ma anche il passaggio dei limiti alle emissioni degli inceneritori a 0,1 ng-TEQ anziché i precedenti 10 ng-TEQ di diossine e furani... oltre all’aumento del costo del lavoro, delle attrezzature, dei combustibili, ecc. Poi però l’articolo sostanzialmente deduce, e qui sta il salto logico e la scorrettezza della analisi: "siccome nello stesso periodo è aumentata la RD, allora l'aumento di costo è colpa della RD". Un sillogismo davvero risibile, equivalente a dire (giusto per fare capire quanto sia irricevibile il meccanismo logico): "Le grandi multiutility sono state costituite negli ultimi anni, e siccome negli stessi anni c'è stata la crisi economica globale, allora le multiutility sono responsabili della crisi economica globale". Una logica davvero poco solida, sia nel caso di esempio, come nella analisi inclusa nell’articolo. Orbene: anche su questo tema, lasciamo rispondere all’evidenza. Basta il grafico riportato sotto, che fa vedere l'aumento dei costi dei servizi di igiene urbana in Italia in 10 anni (= 60% circa), e nello stesso tempo, l'andamento nel Consorzio CONTARINA (uno dei Consoorzi-record a livello mondiale per tassi di raccolta differenziata e pratiche di minimizzazione dello smaltimento: 86% di RD. Bene, nel loro caso si registra solo l’8% di aumento del costo del Servizio, largamente inferiore non solo all’aumento medio in Italia, ma allo stesso aumento dell’indice ISTAT o indice dei prezzi al consumo): con ogni evidenza, dunque tanta raccolta differenziata non solo fa risparmiare, ma contiene anche l’aumento del costo nel tempo, anche se a chi non crede in essa conviene dire, con il salto logico sopra evidenziato, che "l'aumento è colpa della RD".


Ma siamo, con ogni evidenza, nel campo delle argomentazioni strumentali. Continuiamo solo, e con deferenza, a sperare che un giornalismo avveduto non ne cada (più) vittima. Prontissimi a fornire tutte le evidenze del caso, perché il prossimo articolo in merito sia più solido e faccia davvero informazione, non distorsione della stessa.»


Giorgio Elìtropi ------------------------------- (*) Per esperienza personale, diffidate sempre di quei siti che inseriscono "green, eco, ecc." nel proprio nome per trattare argomenti ambientali. Come insegnava la mia professoressa di latino delle superiori, ricordano tanto quelle "repubbliche democratiche popolari" che di democratico e popolare avevano veramente poco...

martedì 6 dicembre 2016

Vimercate verso Rifiuti Zero



Il 25 novembre 2016 in occasione della SERR (Settimana Europea Riduzione Rifiuti), il comune di Vimercate, amministrato dal sindaco Francesco Sartini, ha organizzato una serata (con due ospiti di prim'ordine: Enzo Favoino e Barbara Meggetto) per presentare due nuovi progetti #RifiutiZero di prossima attuazione.
Qui il video della serata. Brava a Barbara Ferrari per le riprese ;-)