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mercoledì 23 giugno 2021

Transizione ecologica o transizione industriale?


Una cosa è certa: in giro c'è troppa plastica e troppo spesso non sappiamo cosa farne. Già da diverso tempo, ahimè, grazie al decreto Clini, la plastica viene utilizzata come CSS (Combustibile Solido Secondario) per "produrre calore ed energia" dagli inceneritori per fare teleriscaldamento o dai cementifici per cuocere il clinker e fare cemento. A Bergamo ne sappiamo qualcosa...

Ed ora, invece di seguire la strategia rifiuti zero [http://www.rifiutizerocapannori.it/.../dieci-passi-verso.../], posta tempo fa alla base della prima stella, cioè l'ambiente, ecco comparire questo nuovo progetto, che sembra piacere tanto agli amici dell'ENI... Se questo è il futuro che ci aspetta, non ne sono molto contento....
Perché se il problema è l'enorme quantità di plastica che ci sommerge letteralmente, resto fortemente convinto che l'unica via da seguire sia quella della sua riduzione. E creare un nuovo circuito in cui ho bisogno di plastica per "produrre" qualcosa (da bruciare, vedi cementifici o inceneritori, o da trattare chimicamente, vedi idrogeno circolare) non mi porterà mai alla riduzione della plastica in circolazione: il sistema resterà sempre dopato perché avrò sempre bisogno di plastica da bruciare o da trattare chimicamente.
Questa non mi pare vera economia circolare e neppure un esempio di transizione ecologica; semmai, un altro esempio di transizione industriale (e per di più bella lineare)...

mercoledì 27 maggio 2020

Cementifici usati come inceneritori


Che l’Italia fosse uno strano Paese non lo scopro di certo oggi, ne avevo già avvertito da tempo parecchie avvisaglie. Quanto però accaduto in questi giorni me ne dà un’ulteriore conferma. Già, perché se un mese fa il ministro dell’ambiente ha definito nuove regole per la gestione degli pneumatici fuori uso (estromettendoli di fatto dal divenire CSS) e mentre in commissione ambiente al senato si inizia a lavorare per abolire una legge un po’ sciocchina che prevede di dover utilizzare almeno un 50% di plastica vergine per produrre vaschette e bottiglie (di plastica) per uso alimentare (iniziando finalmente un percorso reale di economia circolare, in cui si utilizza realmente TUTTA la plastica riciclata, dandole così nuova vita...), in regione Lombardia il presidente della commissione rifiuti (che se non ero è pure laureato in ingegneria) elabora una relazione conclusiva in cui, in nome dell’economia circolare e mettendo mano allo sblocca Italia (parole sue), inserisce i cementifici nel circuito dello smaltimento dei rifiuti “non riciclabili” facendogli quindi bruciare, come già avviene a Calusco d’Adda in via sperimentale da una decina d’anni (immettendo nell’ambiente, ogni anno, 25 kg di arsenico e 15 kg di mercurio) proprio quella plastica e quegli pneumatici (tritandoli e mischiandoli per benino e chiamandoli Combustibili Solidi Secondari) che si sta dimostrando essere riciclabili. Io spero che si sappia che i cementifici, impianti altamente pericolosi ma costruiti per produrre cemento (da costruire pertanto lontano dai centri abitativi sin dai tempi del re) hanno limiti di emissioni nove volte superiori a quelli degli inceneritori (costruiti per bruciare rifiuti): se un inceneritore non può emettere, per esempio, più di 200 mg/Nmc di ossidi di Azoto, un cementificio può arrivare sino a 1800 mg/Nmc... Ma magari si vuol cambiare la norma ed equiparare i due impianti imponendo limiti (ovviamente in modo restrittivo) a entrambi. Vedremo.
Aggiungo per ultimo una riflessione personale.Tutti in questi giorni parlano di futuro sostenibile. Qualche giorno fa la Danimarca ha annunciato che vuol eliminare la plastica da bruciare nei propri inceneritori (costruiti per fare teleriscaldamento) non solo per questioni ambientali (ridurranno la CO2), ma soprattutto per una questione economica. Ecco, in Italia invece assistiamo a continue spinte bipolari: da una parte provando ad attivare nuove dinamiche di produzione che tengano conto finalmente delle leggi della fisica (cioè che le nostre risorse sono limitate e che pertanto la materia non va sprecata), incentivando azioni concrete di recupero “al 100%” della materia, senza buttare via nulla, cioè seguendo una reale economia circolare, dall’altra continuando a propinare le vecchie logiche della produzione senza alcun limite, che trova sempre una soluzione ad ogni tipo di rifiuto, spesso trasformando la materia in energia, in barba alle leggi che regolano la materia (nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma). Perché tanto, alla fine, da qualche parte, le ceneri tossiche delle sostanze incenerite le si dovranno buttare da qualche parte: se non sarà nelle miniere di sale in Germania (vedi inceneritori) sarà nel cemento con cui costruiremo domani le nostre case, i nostri asili, le nostre scuole, i nostri ospedali, i nostri oratori... E tutto in virtù di un’economia circolare perché “non si butta via niente”...
P.S. per approfondire la questione CSS e cementifici: http://www.zerowasteitaly.org/documen…/barletta/DICIAULA.pdf
#5RZeroSprechi

lunedì 30 aprile 2018

Flashmob contro l'uso del CSS a Tavernola Bergamasca


A fronte di svariati articoli usciti sui giornali, in cui si è "sintetizzato" quanto detto domenica in riva al lago con un "chiudiamo il cementificio (inceneritore) di Tavernola", vorremo precisare alcune cose.
Chi ha organizzato l'evento, cioè l'associazione 5R Zero Sprechi, l'ha fatto per evidenziare la pericolosità e la non "economicità" del bruciare CSS: usare CSS come combustibile in un cementificio significa bruciare plastica, pneumatici e gomme, significa emettere nell'aria sostanze inquinanti (diossine, metalli pesanti e pcb) 9 volte più elevate rispetto a quanto stabilisce la legge per gli inceneritori, significa incenerire materiali che potrebbero essere tranquillamente riciclati in larghissima parte e che invece sono pagati da noi cittadini con la nostra bolletta per essere inceneriti (circa 100 euro a tonnellata), significa produrre un cemento composto per il 15% da ceneri tossiche (senza dirlo a nessuno).
Altri, che hanno partecipato all'evento, hanno avanzato la proposta di chiudere il cementificio, non certo noi.
Ci preme da ultimo sottolineare come le stesse identiche problematiche ambientali e sanitarie evidenziate ieri a Tavernola Bergamasca (e sulle quali tutte i convenuti erano d'accordo) sono presenti in modo analogo anche a Calusco d'Adda (che conosciamo bene perché l'anno scorso abbiamo partecipato alla Marcia dei 5 camini organizzata dal Comitato "La Nostra Aria" che ieri era presente, ha parlato per bocca di Attilio Agazzi e ha evidenziato enormi criticità...

Grazie a Giorgio, Lucio e Michele.









P.S.
di seguito alcuni articoli per chi volesse documentarsi
Bergamo tv (estratto del telegiornale)

Teleboario
Il giorno
BresciaSettegiorni
Brescia Oggi

sabato 7 aprile 2018

Flash mob contro l'uso del CSS nel cementificio di Tavernola Bergamasca


L'associazione 5R Zero Sprechi, da sempre attenta alla questione dei rifiuti, in collaborazione con alcuni cittadini di Tavernola Bergamasca ha organizzato per domenica 29 aprile a partire dalle ore 15:00 un Flash mob per ribadire un fermo e chiaro NO all'utilizzo dei Combustibili Solidi Secondari (composti da plastica, pneumatici e gomme) come combustibile da bruciare per produrre cemento.
Riteniamo una tale pratica alquanto dannosa per l'ambiente e per i cittadini che vivono nelle vicinanze, oltre ad uno spreco "economico": perché bruciare risorse che potrebbero essere tranquillamente avviate a riciclo?

È possibile partecipare alla manifestazione in due modi: 
  • con imbarcazioni di qualsiasi tipo (vela, motore, canoa, barca a remi, paddle board): convergere presso l’area di lago di fronte al cementificio di Tavernola entro le 15:00. Si raccomanda il rispetto delle norme di navigazione, cercando di lasciar libera la rotta di navigazione dei traghetti. Sarà presente un’imbarcazione del comitato organizzativo e, per chi le volesse, saranno a disposizione delle bandiere create per l’evento. 
  • a piedi: il ritrovo è presso il giardino pubblico Luigi Fenaroli, di fronte al municipio di Tavernola Bergamasca, in via Roma, 44, dove sono previsti dei brevi interventi da parte di associazioni ambientaliste e di alcuni esponenti politici. 

L'associazione 5R Zero Sprechi declina ogni responsabilità per danni a cose o persone durante la manifestazione. 
Per informazioni Angelo 349.0919130 Giorgio 328.8869456


lunedì 4 settembre 2017

Protagonisti a tutela dell'ambiente


Quali sono le possibilità per i cittadini di interagire con le istituzioni europee in maniera più diretta? Quali le opportunità e gli ostacoli inerenti alla presentazione di petizioni? Che ruolo svolge il Parlamento Europeo nella tutela dell’ambiente?
A queste domande, e a tante altre che sorgeranno spontanee in platea, si proverà a dare una risposta durante l’incontro pubblico che l’Associazione 5R Zero Sprechi e l’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa hanno organizzato per Venerdì 22 settembre 2017, a partire dalle ore 11, presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Industriale Giulio Natta, in via Europa, 15 a Bergamo, messa gentilmente a disposizione dalla preside, la professoressa Maria Omodeo.

Dopo i saluti iniziali di Marco Migliorati, presidente dell’Associazione 5R Zero Sprechi, interverranno come relatori Eleonora Evi, eurodeputato del Movimento 5 Stelle e membro della commissione petizioni e di quella ambiente, Marco Caldiroli, vicepresidente di Medicina Democratica e Raffella Zigon, membro di Associazione 5R Zero Sprechi. A moderare l’incontro, Luisa Chiodi, direttrice dell’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.

Durante i lavori, verrà presentata la petizione che numerosi comitati di cittadini di diverse zone d’Italia, unitisi in un unico coordinamento nazionale, hanno depositato al Parlamento Europeo pochi giorni fa in merito all’utilizzo nei cementifici del Combustibile Solido Secondario.

Una volta varato il Decreto Clini, nel 2013, un numero sempre crescente di cementifici italiani hanno richiesto di alimentare i propri impianti con un determinato tipo di rifiuti (gomme, pneumatici, plastiche, fanghi esausti da lavorazione industriale) definiti Combustibili Solidi Secondari (CSS), che hanno sì un costo minore rispetto ai combustibili tradizionali, ma il cui utilizzo all’interno di strutture diverse dagli inceneritori ha creato non poche preoccupazioni per l’ambiente e per la salute umana.
Ormai quasi tre anni fa Italcementi di Calusco d’Adda ha chiesto alla Provincia di Bergamo l’autorizzazione per bruciare ben 110 mila tonnellate di CSS e, nonostante le numerose rassicurazioni dell’azienda in tema ambientale, alcuni comitati di cittadini residenti nelle zone interessate dai fumi di ricaduta dei camini, visti i valori crescenti delle emissioni, hanno richiesto, raccogliendo quasi 10.000 firme, che venisse svolta un’analisi epidemiologica “preventiva”.

La tavola rotonda, aperta a tutti, farà seguito ad un primo incontro che, a partire dalle ore 9:30 sempre presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Industriale Giulio Natta, sarà rivolto esclusivamente agli alunni dell’Istituto, e durante il quale Eleonora Evi spiegherà agli studenti, al fine di contribuire a una migliore comprensione del ruolo nella vita democratica dell’Unione e nella definizione di politiche europee per i diritti fondamentali, il funzionamento del Parlamento europeo.

Al termine della mattina, seguirà un rinfresco a km zero, a rifiuti zero e a zero sprechi.


Associazione 5R Zero Sprechi