Tempo fa una mia lettera inviata a L’Eco di Bergamo inerente al progetto del teleriscaldamento che riguarda la città di Bergamo trovò l’immediata risposta dell’ufficio stampa di a2a. La mia controreplica, scopro ora, non trovò più spazio. La ripropongo adesso con parecchio ritardo, sperando però che possa contribuire alla discussione nel merito.
domenica 15 agosto 2021
Ancora sul teleriscaldamento a Bergamo
giovedì 24 giugno 2021
Stop al monouso
Il 3 luglio sarà una data importante per il proseguimento del cammino verso la sostenibilità e il contrasto allo spreco. In Europa entra in vigore la direttiva UE 2019/904, un provvedimento che per la prima volta vieta la vendita di cotton-fioc, posate, piatti, cannucce, palette, bastoncini per palloncini realizzati in plastica, nonché alcuni contenitori alimentari in polistirolo espanso.
Anche l'Italia l'ha recepita, ma a "modo nostro", con tanti distinguo... Tuttavia le nostre scelte responsabili arrivano prima e possono essere immediatamente efficaci.
Innanzitutto il consumatore può scegliere locali che rispettino le disposizioni plastic free. Inoltre il consumatore può evitare il monouso di plastica. Come? Beh, semplicemente non usando cannucce o manufatti fatti in plastica o bioplastica. Semplice!
#RifiutiZero
mercoledì 23 giugno 2021
Transizione ecologica o transizione industriale?
Una cosa è certa: in giro c'è troppa plastica e troppo spesso non sappiamo cosa farne. Già da diverso tempo, ahimè, grazie al decreto Clini, la plastica viene utilizzata come CSS (Combustibile Solido Secondario) per "produrre calore ed energia" dagli inceneritori per fare teleriscaldamento o dai cementifici per cuocere il clinker e fare cemento. A Bergamo ne sappiamo qualcosa...
Ripensiamo l'imballaggio!
mercoledì 27 maggio 2020
Cementifici usati come inceneritori
Aggiungo per ultimo una riflessione personale.Tutti in questi giorni parlano di futuro sostenibile. Qualche giorno fa la Danimarca ha annunciato che vuol eliminare la plastica da bruciare nei propri inceneritori (costruiti per fare teleriscaldamento) non solo per questioni ambientali (ridurranno la CO2), ma soprattutto per una questione economica. Ecco, in Italia invece assistiamo a continue spinte bipolari: da una parte provando ad attivare nuove dinamiche di produzione che tengano conto finalmente delle leggi della fisica (cioè che le nostre risorse sono limitate e che pertanto la materia non va sprecata), incentivando azioni concrete di recupero “al 100%” della materia, senza buttare via nulla, cioè seguendo una reale economia circolare, dall’altra continuando a propinare le vecchie logiche della produzione senza alcun limite, che trova sempre una soluzione ad ogni tipo di rifiuto, spesso trasformando la materia in energia, in barba alle leggi che regolano la materia (nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma). Perché tanto, alla fine, da qualche parte, le ceneri tossiche delle sostanze incenerite le si dovranno buttare da qualche parte: se non sarà nelle miniere di sale in Germania (vedi inceneritori) sarà nel cemento con cui costruiremo domani le nostre case, i nostri asili, le nostre scuole, i nostri ospedali, i nostri oratori... E tutto in virtù di un’economia circolare perché “non si butta via niente”...
P.S. per approfondire la questione CSS e cementifici: http://www.zerowasteitaly.org/documen…/barletta/DICIAULA.pdf
lunedì 3 febbraio 2020
Economia circolare
Mitici Elio e le storie tese! 😍
https://youtu.be/Yr9DmT-UdrQ
venerdì 1 novembre 2019
Rifiuti e Raccolta Differenziata: raccontare le cose a metà non aiuta
Raccontare le cose a metà crea sempre confusione.
Scoprire che tanta plastica "riciclata correttamente" finisca negli inceneritori o nei cementifici è come scoprire l'acqua calda: basta andare a vedere da cosa è comporto il #CSS, alias Combustibile Solido Secondario, tutto "molto green" e sbandierano in ogni angolo dei quotidiani da Italcementi e a2a quando parlano di i "carburanti alternativi" e di "teleriscaldamento fatto per recuperare energia da rifiuti di cui non si sa che farcene"...
Sicuramente, in una logica di Economia Circolare e di Rifiuti Zero, come ribadisce Enzo Favoino in fondo all'articolo, occorre Ridurre tantissimo la quantità di plastica (e d rifiuti) che immettiamo sul mercato. E quindi ben vengano tutte le delibere plastic free che stanno diventando la moda del momento in tantissimi comuni (dove magari ci si ferma solo a quello, NdR)...
Vero è anche, però, che, rispetto al racconto un po' confuso che emerge leggendo questo articolo di Luisiana Gaita comparso stamane su Il Fatto Quotidiano, occorre che i Comuni continuino a fare la Raccolta Differenziata, aiutando i cittadini a farla sempre meglio, fornendo indicazioni sempre più corrette.
Il passo successivo? Beh, la strada è solo una: responsabilizzare i produttori a realizzare imballaggi utilizzando materiali riciclabili al 100%. E in questo contesto penso che il Governo (e Corepla) dovrebbe rivestire un ruolo centrale. Insomma, occorre far sì che insieme alla Riduzione, al Riuso, al Riciclo e al Recupero, l'industria sia obbligata ad attuare la quinta erre: la Riprogettazione.
Poi sarà più facile eliminare anche il Decreto Clini e smetterla di incenerire materiale che si può, anzi, si deve riciclare. Perché bruciarlo, oltre che dannoso per la salute, è pure economicamente stupido.
domenica 28 luglio 2019
Earth Overshoot Day 2019
Oggi, 29 luglio, cade l'Earth Overshoot Day 2019: la Terra, oggi, ha esaurito tutte le sue risorse annuali. E non pensate che l’Italia se la passi meglio: noi, queste risorse, le abbiamo già finite il 15 maggio. Oggi è il giorno in cui gli esseri umani hanno consumato quello che la natura è in grado di produrre in un anno.
Forse conviene cominciare a farsi qualche domanda sul nostro stile di vita, certamente sempre più irresponsabile. Perché di questo passo, abbiamo solo due possibilità: o andiamo su un altro pianeta, o #cambiamo, cominciando dal fare una #RivoluzioneEcologica basata sull'azzeramento degli sprechi e su una reale #EconomiaCircolare
#RifiutiZero #5RZeroSprechi
domenica 14 luglio 2019
Esempi della quinta erre
#EconomiaCircolare
In occasione del torneo di Wimbledon, che si concluderà il 14 luglio, di cui è sponsor ufficiale, Lavazza ha ufficialmente lanciato le tazzine commestibili e le cialde fertilizzanti. Le tazzine commestibili sono realizzate con una miscela di cereali e potranno essere mangiate subito dopo aver bevuto il caffè. Le cialde fertilizzanti – che prendono il nome di Eco Caps – saranno introdotte dal mese di novembre e andranno a sostituire tutte le cialde della gamma A Modo Mio. Sono realizzate in bioplastica, sono biodegradabili e diventeranno un fertilizzante dopo 180 giorni dal loro utilizzo. Marco e Giuseppe Lavazza, vicepresidenti dell’azienda produttrice di caffè, hanno dichiarato di aver ideato questi prodotti per la vicinanza al tema della tutela dell’ambiente e verranno inizialmente lanciati in Inghilterra, Francia e Germania in quanto si potrà capire se l’approccio verso la nuova offerta sarà uguale o diversa da paese a paese. L’inserimento delle tazzine commestibili e delle cialde fertilizzanti nel mercato italiano avverrà al termine di questa fase di sperimentazione e a seconda dei risultati ottenuti.Fonte: cucchiaio.it
giovedì 20 giugno 2019
Il solito ossimoro: economia circolare e inceneritori
Leggiamo su L'Eco di Bergamo "L'Italia vinca il tabù degli inceneritori", vediamo il "fantasmagorico" inceneritore di Copenaghen (quello con la pista da sci sul tetto, Ndr) e decidiamo di continuare a leggere andando oltre il titolo (odiamo gli af)... Magari, ci diciamo, scopriremo qualcosa di nuovo...
1) Subito notiamo che l’accordo di Parigi, che risale al 2015, non è stato sottoscritto dall'Unione Europea, ma da 196 paesi di tutto il mondo, compresi gli Usa di Obama (che poi con Trump si sono sfilati dagli impegni sottoscritti).
- mantenere l’aumento di temperatura inferiore ai 2 gradi,
- versare 100 miliardi di dollari ogni anno ai paesi più poveri per aiutarli a sviluppare fonti di energia meno inquinanti
- controllare i progressi compiuti ogni cinque anni, tramite nuove conferenze.
4) Ma fatte queste premesse, perché poi dobbiamo leggere il solito #ossimoro dell'#inceneritore accostato all'economia circolare? Come può essere un modello per l'Italia un sistema che ha 28 inceneritori e meno di 6 milioni di abitanti e che ogni anno importa circa 350 mila tonnellate di rifiuti (da Gran Bretagna e Italia in primis)?
L'azienda che fornisce il sistema di alimentazione del forno di Copenaghen "assicura sulla qualità dell'aria", ma precisa che comunque emetterà monossido di carbonio, ammoniaca, carbonio organico e ossidi di azoto (noi ci aggiungeremmo anche qualche metallo pesante e una spruzzatina di diossina)...
Magari parlando dei comuni che hanno adottato la #TariffaPuntuale e hanno una percentuale di raccolta differenziata del 90% 😉
venerdì 24 agosto 2018
La plastica, una risorsa che Dio "si è dimenticato" di creare...
Associazione 5R Zero Sprechi










