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domenica 23 febbraio 2020

A proposito delle PM10

Egregio direttore, leggo sulle pagine di oggi de L’Eco che, visti i livelli elevati di smog raggiunti in città (abbiamo già sforato i limiti consentiti per 15 giorni sui 35 ammessi in un anno), scatteranno i “consueti” divieti, riguardanti la circolazione di automobili ritenute più inquinanti, la sosta con il motore acceso, l’accensione di caminetti e il mantenimento della temperatura dentro le abitazioni di non oltre i 19 gradi centigradi. Poco sotto, nella stessa  pagina, mi sono imbattuto nell’intervista a Guido Lanzeni di Arpa Lombardia che dichiara, testuale: “Riscontriamo un generale abbassamento delle polveri sottili, questo grazie alle azioni strutturali di contenimento delle emissioni. Se il meteo influenza significativamente il pm10 nel breve periodo, sono le strategie strutturali a mostrare gli effetti nel lungo periodo. Ciò dimostra che tanta strada è stata fatta, ma ne resta ancora da fare". 
Mi domando a quali “strategie strutturate” si faccia riferimento e quale sia la strada sino ad ora percorsa per “combattere” l’inquinamento. Perché io vedo in tale ambito, non solo a livello nazionale e regionale, ma anche a livello locale, tanto “immobilismo” e nessuna scelta coraggiosa: perché non si pensa anche a quanto possa inquinare il nostro aeroporto, in continua espansione? Perché non si dice mai nulla su inceneritori e cementifici (in provincia e nelle immediate vicinanze ne contiamo ben sei) che bruciano plastica (e quindi derivati dal petrolio)?  Anche queste realtà producono notevoli quantità di polveri sottili, ma non se ne parla mai. Per esempio, quanti lettori sanno che, in una sola ora, le emissioni del camino del cementificio di Calusco d’Adda equivalgono a quelle emesse da circa un milione di automobili che percorrono 1 chilometro?

Giorgio Elitropi
Associazione 5R Zero Sprechi

lunedì 4 settembre 2017

Protagonisti a tutela dell'ambiente


Quali sono le possibilità per i cittadini di interagire con le istituzioni europee in maniera più diretta? Quali le opportunità e gli ostacoli inerenti alla presentazione di petizioni? Che ruolo svolge il Parlamento Europeo nella tutela dell’ambiente?
A queste domande, e a tante altre che sorgeranno spontanee in platea, si proverà a dare una risposta durante l’incontro pubblico che l’Associazione 5R Zero Sprechi e l’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa hanno organizzato per Venerdì 22 settembre 2017, a partire dalle ore 11, presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Industriale Giulio Natta, in via Europa, 15 a Bergamo, messa gentilmente a disposizione dalla preside, la professoressa Maria Omodeo.

Dopo i saluti iniziali di Marco Migliorati, presidente dell’Associazione 5R Zero Sprechi, interverranno come relatori Eleonora Evi, eurodeputato del Movimento 5 Stelle e membro della commissione petizioni e di quella ambiente, Marco Caldiroli, vicepresidente di Medicina Democratica e Raffella Zigon, membro di Associazione 5R Zero Sprechi. A moderare l’incontro, Luisa Chiodi, direttrice dell’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.

Durante i lavori, verrà presentata la petizione che numerosi comitati di cittadini di diverse zone d’Italia, unitisi in un unico coordinamento nazionale, hanno depositato al Parlamento Europeo pochi giorni fa in merito all’utilizzo nei cementifici del Combustibile Solido Secondario.

Una volta varato il Decreto Clini, nel 2013, un numero sempre crescente di cementifici italiani hanno richiesto di alimentare i propri impianti con un determinato tipo di rifiuti (gomme, pneumatici, plastiche, fanghi esausti da lavorazione industriale) definiti Combustibili Solidi Secondari (CSS), che hanno sì un costo minore rispetto ai combustibili tradizionali, ma il cui utilizzo all’interno di strutture diverse dagli inceneritori ha creato non poche preoccupazioni per l’ambiente e per la salute umana.
Ormai quasi tre anni fa Italcementi di Calusco d’Adda ha chiesto alla Provincia di Bergamo l’autorizzazione per bruciare ben 110 mila tonnellate di CSS e, nonostante le numerose rassicurazioni dell’azienda in tema ambientale, alcuni comitati di cittadini residenti nelle zone interessate dai fumi di ricaduta dei camini, visti i valori crescenti delle emissioni, hanno richiesto, raccogliendo quasi 10.000 firme, che venisse svolta un’analisi epidemiologica “preventiva”.

La tavola rotonda, aperta a tutti, farà seguito ad un primo incontro che, a partire dalle ore 9:30 sempre presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Industriale Giulio Natta, sarà rivolto esclusivamente agli alunni dell’Istituto, e durante il quale Eleonora Evi spiegherà agli studenti, al fine di contribuire a una migliore comprensione del ruolo nella vita democratica dell’Unione e nella definizione di politiche europee per i diritti fondamentali, il funzionamento del Parlamento europeo.

Al termine della mattina, seguirà un rinfresco a km zero, a rifiuti zero e a zero sprechi.


Associazione 5R Zero Sprechi