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sabato 24 marzo 2018

Incontro Rifiuti Zero a Rodengo Saiano


TU FAI LA DIFFERENZA! 
Un invito ed un messaggio di incoraggiamento anche a Rodengo Saiano

Questo il titolo di un incontro organizzato dalla associazione 5R Zero Sprechi a Rodengo Saiano il 7 Aprile, alle ore  16:00 presso l' auditorium San Salvatore, per portare il nostro contributo sul tema dei rifiuti.
Condivideremo con chi vorrà partecipare le nostre esperienze e i nostri progetti, attivati nei vari territori, per contrastare lo spreco, sperando di contagiare più persone ad attivarsi a loro volta sul lavoro, a casa, a scuola ...
In questo incontro interverrà un nostro associato, Roberto Fiorendi, uno dei massimi esperti sulle strategie rifiuti zero, coautore con Gianluca Cuc del libro “R Rifiuti Zero, dalle parole ai fatti”.
In questa occasione presenterà l’evoluzione della Raccolta Differenziata mediante il sistema del porta a porta con tariffa puntuale, un sistema sempre più diffuso, portando dati e numeri per dimostrare come la qualità e il servizio sono anche risparmio per i comuni e per i cittadini. 

Il tema rifiuti, pur in evoluzione, è sempre attuale e conoscere lo stato delle cose, unitamente alla sistematica emergenza delle risorse, sarà certamente uno spunto di riflessione per tutti. Invitiamo chiunque volesse farsi avanti a intervenire ponendo domande e le proprie esperienze per instaurare un confronto aperto che sarà certamente ricco di spunti di riflessione 
Allestiremo anche un RICICLO QUIZ per mettere alla prova con il gioco chiunque voglia cimentarsi, bambini adulti, a misurare la propria preparazione su come fare correttamente la raccolta differenziata. 

lunedì 16 ottobre 2017

Perché il teleriscaldamento è una "bufala"?


Domenica 15 ottobre è comparso su un sito di informazione locale un articolo, probabilmente scritto dall'ufficio comunicazione di  #a2a, in cui si decantavano le lodi sperticate del teleriscaldamento. Secondo quanto riportato, bruciare rifiuti per alimentare una rete di teleriscaldamento permette di "sfruttare il calore prodotto dalle fonti rinnovabili" [??] e valorizzare "quella porzione di rifiuti non utilmente riciclabili". 
Senza entrare nel merito di quali siano i rifiuti "non utilmente riciclabili" e della legge di conservazione della massa, argomenti su cui abbiamo speso paginate sui social e sul web, utilizzare rifiuti per alimentare una rete di teleriscaldamento, oltre a generare qualche piccolo problema di emissioni come diossine e metalli pesanti, crea un sistema "malato" in cui le politiche virtuose di riduzione dei rifiuti, avallate dalla stessa Unione Europea, subirebbero un duro colpo. Nel Nord Europa, dove hanno realizzato impianti analoghi negli anni passati, oggi sono costretti a importare rifiuti.
Se il rifiuto diventa un elemento indispensabile per far funzionare poi un sistema di teleriscaldamento, che senso avrebbe per una amministrazione comunale far fare ai propri cittadini la #TariffaPuntuale (per ridurre considerevolmente il volume del secco residuo da incenerire, e fare pagare una tari proporzionale ai rifiuti prodotti?
Anche perché poi, può capitare, come nel caso in questione, che l'azienda che gestisce la Raccolta Differenziata (leggi Aprica) è collegata a doppio filo con l'azienda che gestisce l'incenerimento dei rifiuti per fare teleriscaldamento (leggi a2a), a sua volta partecipata dall'amministrazione comunale stessa. 

A Lecco, per esempio, ne stanno discutendo animatamente da alcuni anni. E sono tanti i dubbi circa l'utilità di un tale sistema, che necessità di considerevoli investimenti per realizzare l'infrastruttura, e crea, appunto, una pericolosa dipendenza con i rifiuti.
Se non dovessero bastare quelli "prodotti in loco", si dovranno importare?
Capiamo che in Italia il cosiddetto "conflitto di interessi" non è più di moda ed è meglio non parlarne, ma magari qualche cittadino un paio di domande potrebbe farsele.
Anche perché poi sentiamo pontificare ogni giorno di "Economia circolare" (giunta, in questi giorni, alla release 4.0) e qualche sorriso (amaro) ci scappa.
Voi che ne dite?

lunedì 29 maggio 2017

Le ecoballe sulle calotte della Val Trompia




Leggendo questo articolo qui sopra, apparso nei giorni scorsi su un quotidiano bresciano, un qualsiasi cittadino penserà che la calotta sia l'ultimissimo ritrovato tecnologico inventato dai gestori della raccolta differenziata e messo a disposizione della comunità per risolvere il problema dei rifiuti.
Invitiamo tutti i lettori a rispondere a questa domanda: sapete quanti sono in Lombardia i comuni che hanno adottato la calotta? 

Ecco, sappiate che su 10 milioni circa di abitanti in Lombardia, 9 milioni e mezzo hanno adottato il sistema Porta a porta, molti dei quali con la cosiddetta Tariffa Puntuale.
La calotta, in pratica, è  stata adottata solo in una parte della provincia bresciana, con la Val Trompia in pole position.

Eppure sono numerosi i comuni che, dopo aver sperimentato la calotta, e visti gli "scarsi" risultati ottenuti, vogliono cambiare e passare al porta a porta.

La scelta dei due comuni della Val Trompia, quindi, non si capisce: i dati dei controlli (quartature) ci dicono che la materia differenziata proveniente dai comuni che hanno le calotte è di pessima qualità e i costi per la gestione molto più alti.

Oppure una scelta di questo genere "si capisce", visto che a qualcuno, chiamato inceneritore, in un modo in un altro si deve pur dare da mangiare... 

Meditate signori, meditate...

giovedì 25 maggio 2017

Decreto Ministeriale 20 aprile 2017: Criteri per la misurazione puntuale dei rifiuti



E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il tanto atteso Decreto Ministeriale, tanto atteso perché finalmente fa un po’ di chiarezza su una materia che, sino ad ora, era stata lasciata alle varie interpretazioni dei gestori di rifiuti. Adesso sono state poste le linee guida per il sistema della Tariffa Puntuale.
Pare che tutti i sistemi basati sull’uso dei sacchi pre o post pagati non siano pertanto applicabili in quanto non garantiscono la tracciabilità del rifiuto conferito dall’utente. Resta tuttavia la possibilità di adeguarsi alle nuove indicazioni entro i prossimi 24 mesi.



Decreto Ministeriale 20 aprile 2017

Criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantita’ di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati. (17A03338) (GU Serie Generale n.117 del 22-05-2017)

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158  «Regolamento  recante  norme  per  l’elaborazione   del   metodo normalizzato per definire la tariffa del  servizio  di  gestione  del ciclo dei rifiuti urbani»;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,  recante  norme in materia ambientale e, in  particolare,  la  parte  quarta  recante norme in materia di gestione dei  rifiuti  e  di  bonifica  dei  siti inquinanti;
Visto l’art. 1, comma 667, della legge 27 dicembre  2013,  n.  147, come modificato dall’art. 42, comma 1, della legge 28 dicembre  2015, 221, secondo cui «Al fine di dare attuazione al  principio  “chi inquina paga”, sancito dall’art. 14 della  direttiva  2008/98/CE  del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre  2008,  entro  un anno dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela  del  territorio  e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle  finanze,
sentita  la  Conferenza  Stato-citta’  ed  autonomie   locali,   sono stabiliti criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale  della  quantita’  di  rifiuti  conferiti  al servizio  pubblico  o   di   sistemi   di   gestione   caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo  del servizio, finalizzati ad attuare  un  effettivo  modello  di  tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti  assimilati, svolto nelle forme ammesse dal diritto dell’Unione europea»;
Visto l’art. 1, comma 668, della legge n. 147 del 2013, secondo cui «i comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale  della quantita’ di rifiuti conferiti  al  servizio  pubblico  possono,  con regolamento di cui all’art. 52 del decreto  legislativo  n.  446  del 1997,  prevedere  l’applicazione  di  una   tariffa   avente   natura corrispettiva, in luogo della TARI»;
Considerato il combinato disposto dei commi 668 e 688, dell’art.  1 della legge n. 147 del 2013, da cui  si  evince  che  la  misurazione puntuale della quantita’ di rifiuti, e’  finalizzata  ad  attuare  un modello di tariffa avente natura  corrispettiva,  di  cui  al  citato comma 668;
Considerato che tale tariffa commisurata al servizio  reso  e’  tra gli  strumenti  economici  piu’  efficaci  per   l’attuazione   della gerarchia gestionale dei rifiuti urbani ai sensi  dell’art.  179  del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
Considerato che la  determinazione  puntuale  della  quantita’  dei rifiuti prodotti dalle  singole  utenze  permette  di  rafforzare  il principio «chi inquina paga» nella gestione dei rifiuti urbani;
Acquisito il concerto del Ministero dell’economia e  delle  finanze espresso con nota protocollo n. 4242 del 1° marzo 2017;
Acquisito il parere  della  Conferenza  Stato-citta’  ed  autonomie locali, espresso nella seduta del 2 marzo 2017;
Decreta:
Art. 1 – Oggetto e finalita’
  1. Il presente decreto stabilisce i criteri per la realizzazione da parte dei comuni di:
    a) sistemi di misurazione puntuale della  quantita’  di  rifiuti conferiti dalle utenze al servizio pubblico;
    b) sistemi di gestione caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del  servizio  in  funzione  del servizio reso.
  1. I criteri di cui al comma 1, sono  finalizzati  ad  attuare  un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al  servizio  di  gestione  dei  rifiuti urbani e dei rifiuti  assimilati,  svolto  nelle  forme  ammesse  dal diritto dell’Unione europea.
Art. 2 – Definizioni
  1. Ferme restando le definizioni contenute all’art. 183 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ai fini del  presente  decreto  si intende per:
    a) «rifiuto urbano residuo – RUR»: il  rifiuto  residuale  dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati (CER 200301);
    b) «utente»: persona fisica o giuridica che possiede o detiene, a qualsiasi titolo, una o piu’ utenze;
    c) «utenza»:  unita’  immobiliari,  locali   o   aree   scoperte operative, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre  rifiuti urbani e/o assimilati  e  riferibili,  a  qualsiasi  titolo,  ad  una persona fisica o giuridica ovvero ad un «utente»;
    d) «utenza aggregata»: punto di conferimento riservato a  due  o piu’ utenze per le quali non sia  possibile  la  misurazione  diretta della quantita’ conferita da ciascuna utenza.
Art. 3 – Identificazione delle utenze, trattamento e conservazione dei dati
  1. L’identificazione delle utenze avviene mediante  l’assegnazione di un codice personale ed univoco a ciascuna utenza,  secondo  quanto precisato all’art. 5.
  2. Il  trattamento,  la  gestione  e  la  conservazione  dei  dati personali devono avvenire nel rispetto di quanto previsto dal decretolegislativo 30 aprile 2003, n. 196, recante  «Codice  in  materia  di protezione dei dati personali».
  3. Le infrastrutture  informatiche  di  rilevazione,  misurazione, elaborazione, gestione, aggiornamento e conservazione dei dati devono essere strutturate  per  garantire  l’esattezza,  la  disponibilita’, l’accessibilita’, l’integrita’, l’inalterabilita’ e  la  riservatezza dei dati  dei  sistemi  e  delle  infrastrutture  stesse,  nel  pieno rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 7 marzo 2005,  n. 82,  per  permetterne  l’utilizzo  facilitato,  il  riutilizzo  e  la ridistribuzione, come definito dal decreto-legge 18 ottobre 2012,  n. 179, per un congruo periodo di conservazione e devono essere soggette a standard di sicurezza certificati.
Art. 4 – Criteri per la realizzazione di sistemi per la  misurazione  puntuale della quantita’ di rifiuti
  1. La misurazione puntuale della quantita’ di rifiuti conferiti si ottiene determinando, come requisito minimo,  il  peso  o  il  volume della quantita’ di RUR  conferito  da  ciascuna  utenza  al  servizio pubblico di gestione dei rifiuti.
  2. Possono altresi’ essere misurate le quantita’ di altre frazioni o flussi di rifiuto oggetto di raccolta differenziata, ivi compresi i conferimenti effettuati dagli utenti  presso  i  centri  di  raccolta comunali.
  3. I sistemi di misurazione di cui al comma  1  devono  rispettare quanto stabilito all’art. 6.
  4. Per la misurazione di frazioni o flussi  di  rifiuti  conferiti diversi da quelli  previsti  al  precedente  comma  1,  sono  ammessi sistemi semplificati di determinazione delle quantita’ conferite.
Art. 5 – Requisiti  minimi  dei  sistemi  di  identificazione  e   misurazione puntuale della quantita’ di rifiuto
  1. L’identificazione dell’utenza a cui e’ associata la misurazione puntuale della quantita’ di rifiuto avviene in  modalita’  diretta  e univoca,  attraverso  idonei  dispositivi  elettronici  di  controllo integrati  nel  contenitore  o  nel  sacco  con  cui  il  rifiuto  e’ conferito, ovvero mediante idonee attrezzature installate in appositi punti di conferimento quali ad esempio i contenitori  con  limitatore volumetrico. Il riconoscimento avviene  mediante  il  codice  utenza, ovvero attraverso altre  modalita’  di  univoca  identificazione  che permettano di risalire al codice utenza anche attraverso  ad  esempio il  codice  fiscale  dell’utente  titolare  dell’utenza  e  dei  suoi familiari conviventi.
  2. I sistemi di misurazione puntuale devono consentire di:
    a) identificare  l’utenza  che  conferisce  mediante  un  codice univocamente   associato   a   tale    utenza    oppure    attraverso l’identificazione dell’utente che effettua i conferimenti;
    b) registrare  il  numero   dei   conferimenti   attraverso   la rilevazione delle esposizioni dei contenitori o dei sacchi oppure del conferimento diretto in contenitori ad apertura controllata a  volume limitato o degli accessi nei centri comunali di  raccolta  effettuati da ciascuna  utenza.  I  dispositivi  e  le  modalita’  organizzative adottate  devono  garantire  la  registrazione  di  ciascun   singolo conferimento,  associato   all’identificativo   dell’utenza   o   del contenitore, con indicazione del momento del prelievo;
    c) misurare la quantita’ di rifiuti conferiti, attraverso metodi di pesatura diretta o indiretta in  conformita’  a  quanto  stabilito all’art. 6.
Art. 6 – Misurazione della quantita’ di rifiuto
  1. La misurazione della quantita’  di  rifiuto  conferito  avviene mediante pesatura diretta, con  rilevazione  del  peso,  o  indiretta mediante la rilevazione del volume dei rifiuti conferiti da  ciascuna utenza e puo’ essere:
    a) effettuata a bordo dell’automezzo  che  svolge  la  raccolta, attraverso l’identificazione del contenitore o del sacco;
    b) effettuata  da  un  dispositivo  in  dotazione  all’operatore addetto alla raccolta attraverso l’identificazione del contenitore  o del sacco;
    c) integrata nel contenitore adibito alla raccolta;
    d) effettuata presso un centro di raccolta.
  2. Nei casi di pesatura diretta,  la  quantita’  di  rifiuti,  per frazione di rifiuto oggetto di  misurazione  prodotta  dalla  singola utenza (RIFut), e’ calcolata come sommatoria delle registrazioni  del peso conferito (PESconf) per ciascuna utenza espresso in chilogrammi. Pertanto, la quantita’ di rifiuto di riferimento per  utenza  (RIFut) e’ determinata dalla formula: RiFut = ΣPESconf.
  3. Nei casi di pesatura indiretta il volume dei rifiuti  conferito e’ determinato dalle dimensioni del contenitore esposto dall’utente o dalla capacita’  del  sacco  conferito  ovvero  ritirato  dall’utente oppure dalla dimensione dell’apertura di conferimento dei contenitori con limitatore volumetrico.
  4. Nei casi di registrazione di cui al comma 3,  la  quantita’  di rifiuto per le frazioni di riferimento, prodotta dall’utenza (RIFut), puo’ essere calcolata anche come sommatoria del prodotto  del  volume espresso in litri del contenitore conferito per lo svuotamento, o del sacco ritirato o del volume accessibile nel caso di  contenitore  con limitatore volumetrico, moltiplicato  per  il  coefficiente  di  peso specifico (Kpeso). Pertanto, la quantita’ di rifiuto  di  riferimento per utenza (RIFut) e’ determinata come: RIFut = ΣVOLcont*Kpeso.
  5. Il comune stabilisce, per ciascun periodo di riferimento e  per ciascuna frazione di  rifiuto,  il  coefficiente  di  peso  specifico (Kpeso) in  base  alla  densita’  media  dello  specifico  flusso  di rifiuto, determinata come rapporto tra la quantita’ totale di rifiuti raccolti e la volumetria totale contabilizzata.
  6. In sede di prima applicazione, se  non  sono  disponibili  dati storici appropriati, il coefficiente di peso  specifico  puo’  essere ricavato da idonei rapporti di prova eseguiti su campioni di  rifiuti di volume predefinito.
  7. In caso  di  compresenza  di  sistemi  di  pesatura  diretta  e indiretta per la medesima frazione di rifiuto, la relativa  quantita’ di rifiuti conferita dalla singola  utenza  (RIFut),  e’  individuata mediante sommatoria dei quantitativi totali derivanti  dalle  singole modalita’ di misurazione. Sia nel caso di pesatura diretta che di pesatura  indiretta  le dotazioni  elettroniche,  i  contenitori  nonche’  gli  strumenti  di pesatura devono rispettare tutti gli  standard  tecnici  applicabili, fermo restando quanto previsto dal precedente art. 4  in  materia  di protezione dei dati personali  e  di  gestione  informatizzata  degli stessi.
Art. 7 – Determinazione  dei  conferimenti  nel  caso  di   utenze   aggregate domestiche
  1. Qualora  non  sia  tecnicamente  fattibile  o  conveniente  una suddivisione del punto di conferimento tra le diverse utenze, ai fini dell’applicazione della misurazione puntuale, le quantita’ o i volumi di rifiuto attribuiti ad una utenza aggregata sono ripartiti  tra  le singole utenze secondo il criterio pro capite, in funzione del numero di componenti del nucleo familiare riferito all’utenza.
  2. Il riparto tra le singole utenze puo’ avvenire anche utilizzando i  coefficienti  indicati  nella   tabella   2,   «Coefficienti   per l’attribuzione  della  parte  variabile  della  tariffa  alle  utenze domestiche», di cui all’allegato 1, del decreto del Presidente  della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.
  3. L’uso dei parametri di cui al comma  2  e’  ammesso  anche  per quelle porzioni di territorio in  cui,  per  ragioni  tecniche  o  di dispersione territoriale  o  di  sostenibilita’  economica,  non  sia possibile implementare sistemi di misurazione puntuale.
Art. 8 – Determinazione dei conferimenti di utenze non domestiche  all’interno di utenze aggregate
  1. Il rifiuto residuo  proveniente  dalle  utenze  non  domestiche presenti  in  utenze  aggregate  deve  essere  conferito  in  maniera separata rispetto a quello conferito dalle utenze domestiche.
  2. Alternativamente,  il  comune  utilizza   i   coefficienti   di produttivita’ per ciascuna tipologia di utenza non domestica indicati nelle tabelle 4a e 4b,  «Intervalli  di  produzione  kg/m²  anno  per l’attribuzione della parte variabile della tariffa  alle  utenze  non domestiche», di cui all’allegato 1 del decreto del  Presidente  della Repubblica  27  aprile  1999,  n.   158,   ovvero   coefficienti   di distribuzione ottenuti mediante appositi studi effettuati  a  livello locale  ovvero  coefficienti   ottenuti   dalla   rilevazione   della distribuzione  dei  conferimenti  e  delle   quantita’   tipici   del territorio di riferimento.
Art. 9 – Criteri integrativi ai sistemi di misurazione puntuale
  1. In fase di definizione della parte variabile della tariffa  per il servizio di gestione dei rifiuti urbani, il comune  puo’  adottare criteri di ripartizione  dei  costi  commisurati  alla  qualita’  del servizio reso alla singola utenza,  nonche’  al  numero  dei  servizi messi a disposizione della  medesima,  anche  quando  questa  non  li utilizzi.
  2. Le  frazioni  avviate  al  riciclaggio  devono  dare  luogo   a correttivi ai criteri  di  ripartizione  dei  costi.  In  tali  casi, l’utenza per la quale e’  stato  svolto  il  servizio  di  ritiro  e’ identificata ovvero e’  registrato  il  numero  dei  conferimenti  ai centri comunali di raccolta,  effettuato  dalla  singola  utenza,  di frazioni di rifiuto avviate al riciclaggio.
Art. 10 – Norme transitorie
  1. I comuni che, nelle more dell’emanazione del presente  decreto, hanno applicato una misurazione puntuale della parte variabile  della tariffa,  adeguano  le  proprie   disposizioni   regolamentari   alle prescrizioni del presente decreto entro 24 mesi dalla sua entrata  in vigore.   Il presente decreto entra in vigore decorsi quindici  giorni  dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 20 aprile 2017
Il Ministro dell’ambiente e  della tutela del territorio e del mare
Galletti
Il Ministro dell’economia e delle finanze
Padoan

giovedì 11 maggio 2017

Economia circolare, la best practice di Contarina, un esempio per tutti!



Mentre Roma [ma non solo lei... meglio sarebbe stato dire "gran parte dell'Italia", NdR] è alle prese con la crisi rifiuti, in un costante rimbalzo di responsabilità, c'è un'Italia che crede e approfitta, anche economicamente, delle potenzialità dell'economia circolare. Poco più di tre ore di treno dalla capitale ecco infatti un modello, di valore europeo, nella valorizzazione del bene rifiuto. Porta a porta, differenziata, riciclo. Parole d'ordine declinate a Treviso da Contarina, sistema che vede coinvolti 50 comuni del trevigiano compreso il capoluogo.
Un esempio, che grazie a un'idea di Matteo Favero ha visto sul territorio più riciclone d'Italia arrivare in visita il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Obiettivo: conoscere e approfondire le ricette vincenti del sistema Contarina e del Centro di Valorizzazione e Riciclo dei materiali.
Nel territorio servito da Contarina si riesce infatti a riciclare il doppio della media europea, producendo cinque volte meno rifiuti residui: la raccolta differenziata ha, infatti, raggiunto l'85% grazie all'applicazione della tariffa puntuale, tariffa media poco sopra i 100 euro. Il ministro Galletti: "Questa esperienza ci dice che è possibile fare la raccolta porta a porta con una percentuale elevatissima di differenziata, siamo all'85%, avendo una tariffa dei rifiuti più bassa della media nazionale e regionale. Sfatiamo allora il mito che fare la raccolta porta a porta costi di più. Ci dice anche che l'economia circolare conviene, perché il materiale non mandato in discarica [o ad incenerire, NdR], che è un costo, ma rivenduto come materia prima seconda diventa un ricavo. E' l'elemento base dell'economia circolare, avere meno rifiuti conviene non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico".
E' l'affermazione della filosofia dell'economia circolare nella sua massima espressione, come conferma Franco Zanatta, Presidente di Contarina SPA"Considerare il rifiuto non più come una cosa da bruciare o nascondere ma qualcosa che può diventare una risorsa che inserita nel processo produttivo ci rende molto più competitivi come sistema paese".


venerdì 5 maggio 2017

La Tarip come alternativa al nostro ciclo dei rifiuti dimostrata dal ‘rumentologo’



Lecco - Un’altra importante occasione per riflettere su uno dei temi scottanti per la nostra provincia – la gestione dello smaltimento dei rifiuti – è stata offerta ieri sera alla Casa sul pozzo dal Coordinamento lecchese rifiuti zero. Focus dell’iniziativa la tariffazione puntuale, spiegata al nutrito pubblico in sala attraverso un esempio concreto: l’esperienza virtuosa di alcuni comuni della provincia di Bergamo, raccontata da Enrico De Tavonatti – direttore generale della società Servizi comunali Spa – e da Roberto Fiorendi, consulente esperto di tarip.
Ad introdurre la serata, per fare il punto sulla situazione nel lecchese, è Gianni Gerosa. L’attivista del coordinamento ha ricordato come la nostra Provincia sia stata la prima, nel 2000, a superare la soglia del 50 per cento di raccolta differenziata, primato che poi il nostro territorio ha perso per attestarsi al 33° posto, dato questo “che non può non essere messo in relazione con il revamping del forno, realizzato tra il 2006 e il 2008, che ha portato la capacità del forno a 123mila tonnellate. A dimostrazione del fatto che un inceneritore troppo grande ti vincola a trovare il combustibile“.
Gerosa ha anche riportato i dati emersi da uno studio che Silea ha commissionato alla Scuola agraria del Parco di Monza: analizzando il nostro sacco trasparente si scopre che di quello che viene mandato al forno il 31 per cento è carta, il 23 plastica, il 16 per cento umido e l’uno è vetro. “Se facessimo una raccolta più selettiva, il nostro forno che oggi brucia 102/3mila tonnellate, di cui 47mila nostre, non avrebbe il combustibile. Noi non siamo qui per dire a tutti i costi ‘No’ al teleriscaldamento, ma a dimostrare che ci sono alternative serie“.
Ad entrare nel dettaglio di queste alternative è Enrico De Tavonatti, che nel raccontare gli ottimi risultati del proprio lavoro nella zona del Lago d’Iseo, si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. Prima di iniziare il proprio intervento infatti, il numero uno di Servizi comunali spa ha fatto ascoltare ai presenti una registrazione di Mauro Colombo nella quale il presidente del Cda di Silea delegittima l’esperienza della tarip nella Provincia di Bergamo “citando un articolo di giornale che non esiste e dicendo di aver parlato con un sindaco della bergamasca di cui pure non c’è traccia. Mi sono illividito dalla rabbia quando ho sentito queste dichiarazioni e ho deciso di venire proprio qui a Lecco a raccontare il nostro lavoro”.
“La nostra società – spiega De Tavonatti dopo questa premessa – nasce vent’anni fa, quando nel 1995 in Lombardia ci fu una fortissima crisi dei rifiuti. Il costo dello smaltimento si era così alzato, che alcuni prodotti era più costoso smaltirli che comprarli. Nella nostra zona abbiamo deciso allora di fare di necessità virtù, non avendo alternative se non stra-pagare lo smaltimento, abbiamo deciso di sovvertire l’abitudine del conferimento a cassonetto e di mettere in atto una prima forma di economia circolare”.
Da qui è nata l’esperienza della raccolta a porta a porta che si è evoluta fino alla tarip: “La tariffa puntuale è un’invenzione che limiterà le nostre libertà civili, per mettere a disposizione di un grande fratello la nostra spazzatura. Ma funziona, non perché è una tecnologia migliore, bensì perché obbliga ad un’attenzione maggiore. Noi abbiamo immaginato un passo successivo: ad un comune ha raggiunto l’80 per cento di raccolta differenziata, non resta che operare all’interno delle ‘plasticacce’ contaminate che non appariva logico risciacquare e mettere con la plastica. Noi abbiamo progettato un impianto che tratti tutti i derivati della raccolta differenziata a seconda del valore“.
A spiegare da un punto di vista tecnico come funziona la tarip è Roberto Fiorendi: “La tariffa puntuale è il passaggio finale, ormai obbligato, della raccolta porta a porta. La tariffa puntuale è sostenibile ambientalmente ed economicamente. Dal punto di vista ambientale è quasi scontato: non si deve bruciare quello che è possibile recuperare, lo dice una normativa del ’98 e lo ribadisce la normativa europea sull’economia circolare. Sotto il profilo economico ogni comune paga per conferire i rifiuti all’inceneritore, mentre la raccolta differenziata genera un’entrata per i comuni, perché chi li gestisce paga per averli“.
Ma veniamo a degli esempi pratici: a Boltiere e Calcio alla fine del 2014 Servizi comunali Spa ha dato avvio alla sperimentazione della tarip, che oggi vede 22mila persone coinvolte, che diventeranno 30mila a fine luglio e 50mila nei primi mesi del prossimo anno.
“Come abbiamo fatto? Innanzitutto informazione: assemblee pubbliche (per un comune di 4mila abitanti ne abbiamo organizzate più di dieci), abbiamo creato la figura del ‘rumentologo‘, che va a spiegare la tarip (a circoli, scuole, aziende, condomini, Rsa, eventi…), abbiamo realizzato una guida in quattro lingue con tutte le informazioni e abbiamo creato un’applicazione web”. Il principio della tariffazione puntuale è che serve un metodo per capire “chi fa cosa”, ovvero serve capire come ognuno di noi smaltisce i propri rifiuti, “del resto tutti i servizi funzionano così”, commenta il consulente.
“La tarip – spiega Fiorendi – prevede che il bidone del secco sia dotato di microchip, il quale viene rilevato ad ogni passaggio del camion che ritira la spazzatura. Il bidoncino non viene pesato, ogni volta che lo ritirano è considerato pieno e lo pago per pieno. In questo modo non è necessario controllare, se uno fa la raccolta giusta lo mette fuori con una frequenza minore e quindi pagherà meno. Pannolini, pannoloni, assorbenti si mettono a parte, in un sacchetto trasparente e questa spesa si ripartisce tra tutti come contributo di solidarietà, che ammonta ad un euro all’anno”.
Ma come si paga? “La tariffa è divisa in una parte fissa, ciò che non riguarda lo smaltimento dei rifiuti, e una variabile che ha a che fare con la produzione dei rifiuti. Questa parte a sua volta conta due aspetti: una parte della tariffa si basa sul numero dei componenti della famiglia e l’altra sulla frequenza con cui viene svuotato il bidone”.
Vediamo i risultati di questo lavoro: a Boltiere dal 2014 (ultimo anno senza tarip) al 2016 si è registrata una diminuzione del 69,99 per cento del secco e un aumento del 131 per cento della raccolta differenziata che è arrivata a sfiorare la soglia dell’80 per cento. I chilogrammi di rifiuti prodotti per abitante sono passati da 170 a 72, in particolare il secco è sceso da 112 a 34, di cui un terzo sono pannolini, pannoloni e assorbenti. La stessa cosa è successa a Calcio dove nello stesso arco temporale la raccolta di plastica è aumentata del 131,82 per cento, la carta del 52 e l’umido del 73.
Roberto Fiorendi ha chiuso il proprio intervento con una considerazione che dovremmo tenere presenti tutti, ma in particolare gli 88 sindaci che giovedì prossimo saranno chiamati a votare l’atto di indirizzo sul teleriscaldamento: “Non siamo responsabili di come va il mondo oggi, ma lo siamo di come sarà il mondo domani”.
Fonte. LeccoNews

martedì 28 marzo 2017

Brescia Art Marathon 2017: i risultati dei nostri ecopoint



Aprica ci ha comunicato i dati ufficiali relativi alla Raccolta Differenziata durante l'edizione 2017 della Brescia Art Marathon, che ci ha visti impegnati in prima linea, aiutati da tantissimi volontari, con le nostre postazioni Ecopoint lungo tutto il tragitto della gara. 

Purtroppo, a differenza dell'anno scorso, quest'anno l'organizzazione non ci ha permesso di chiudere (per motivi di sicurezza) i cestini stradali. Siamo certi che i risultati sarebbero migliorati decisamente. 



Intanto "godiamoci" questo buon 80% di Raccolta Differenziata:
  • Imballaggi di plastica – 900 kg
  • Carta – 450 kg
  • Vetro – 150 kg
  • Organico – 200 kg
  • Secco residuo (Indifferenziato) – 450 kg


P.S. Ricordiamo che a Brescia, nonostante i numerosi sforzi profusi in questi ultimi mesi, non si supera ancora il  50% di Raccolta Differenziata. Forse se si eliminassero le calotte e si adottasse il sistema del porta a porta, meglio se con la tariffa puntuale, chissà... si potrebbero avere delle sorprese, che ne dite? ;-)

giovedì 9 febbraio 2017

Verso Rifiuti Zero: l'esempio di Capannori


C'è una scuola a Capannori in provincia di Lucca dove insegna un maestro molto speciale, si chiama Rossano Ercolini ed è il leader di Zero Waste Europe, l'organizzazione che punta ad avere un mondo senza rifiuti, dove si ricicla tutto ciò che si produce.
Capannori ha 45.000 abitanti ed è molto esteso. E' stato il primo comune italiano ad adottare una delibera che punta a Rifiuti Zero, un traguardo cui sperano di avvicinarsi per il 2020. Già adesso riciclano l'88% dei rifiuti.
"Noi più o meno otteniamo 450.000 euro all'anno per la vendita della carta, 400.000 euro all'anno per il multimateriale [bottiglie e flaconi di plastica, lattine in alluminio, barattoli in metallo, tetrapak, vaschette per alimenti, NdR], circa 80-90.000 euro per la vendita del vetro, 20.000 euro all'anno per la vendita del metallo, circa 30.000 euro per i RAEE".
E' concepibile un mondo che non produce scarti? "L'80% lo risolviamo noi cittadini con le nostre mani, ma quel 10-15% che rimane è un errore di progettazione".
Perché la Strategia Rifiuti Zero vada in porto è necessario che la comunità ci creda e investa in un mondo ecocompatibile.
Anche i cittadini vanno premiati: meno volte metto fuori il secco dell'indifferenziato e più bassa sarà la tariffa dei rifiuti.
"La differenza la fa da una parte il sistema di raccolta, il porta a porta, perché c'hai anche un monitoraggio continuo [cosa che con il "sacco prepagato" non hai, NdR], dall'altra la tariffa puntuale è chiaramente un incentivo: ti riconosco i meriti di fare una buona raccolta differenziata. Quindi il sistema di raccolta differenziata porta a porta ha sì un costo di personale maggiore, ma mi permette partite economiche di tipo diverso, che portano e producono reddito".
A Capannori tutto è iniziato dalle battaglie contro un progetto di inceneritore, adesso condivisa dalla larga parte della politica locale.
"Sicuramente quella battaglia è servita per cercare una sensibilità e, soprattutto, per passare dalla protesta alla proposta"

La tariffa puntuale: Contarina S.p.A.



“Non c’era più spazio, né futuro, per la discarica. L’alternativa era seguire un percorso ben diverso, volto al riciclo e alla progressiva diminuzione dei rifiuti stessi”. 
Da questa idea "ambientalista", condivisa all’unanimità da tutti i sindaci dei Comuni appartenenti ai Consorzi Priula e Treviso Tre (TV3), è nata 15 anni fa Contarina SpA, il braccio operativo dei Consorzi, che ha creato un percorso di gestione integrata dei rifiuti e delle risorse, rendendo quel territorio un’eccellenza italiana.
Contarina SpA: 50 Comuni, 1.300 chilometri quadrati, 554.000 abitanti, Raccolta differenziata all'85%, secco residuo 53 kg annui per abitante, Tariffa Puntuale con bidoncino microchippato.

sabato 14 gennaio 2017

Inquinamento: a proposito di stufe, caldaie e “regole d’oro”


In un video diffuso da Bergamo News, l’assessore all’ambiente del comune di Bergamo Leyla Ciagà ha descritto alcune semplici “regole d’oro” per inquinare di meno. Tra queste, ha dato particolare “enfasi” all’utilizzo di “stufe e caldaie di ultima generazione” e al fatto di “scegliere della legna secca, stagionata e pulita, meglio ancora se conservata in un ambiente areato. Anche il pellet deve essere di ottima qualità per far sì che l’impatto ambientale sia il più basso possibile”. Tutti questi preziosi accorgimenti ridurrebbero l’inquinamento da polveri sottili.
Vorremmo innanzitutto ricordare all’assessore che, da uno studio dell’EPA (Environmental Protection Agency), l’equivalente della nostra ARPA statunitense, ripreso e pubblicato dalla rivista Environmental Health Perspectives specializzata nella pubblicazione di recenti scoperte scientifiche nel campo delle scienze e della salute ambientale, appare alquanto evidente che la combustione delle cosiddette biomasse non ha grandi effetti sull’aumento di concentrazione di polveri sottili (PM 2,5).



Pensiamo che l’assessore, invece, dovrebbe attivarsi con maggiore energia nella riduzione dei rifiuti avviati ad incenerimento (il cosiddetto secco residuo della raccolta differenziata e gli ingombranti), che a Bergamo  si attestano ancora sui 180 kg pro capite.
Nei comuni dove è attiva la Raccolta Differenziata mediante la Tariffa Puntuale, questo dato è sceso ben al di sotto della media nazionale: a Parma è di 50 kg, mentre a Boltiere (per restare in terra bergamasca) è di 54 kg per abitante. 
Naturalmente tutto questo materiale, oltre a non venire bruciato perché differenziato correttamente dai cittadini, si trasforma in maggiori contributi Conai che finiscono ancora nelle tasche dei cittadini stessi il cui comportamento virtuoso è premiato con una sensibile riduzione della Tari (a Boltiere, comune di 6.000 abitanti, c’è stato un risparmio di 120 mila euro).
Tra l’altro, ricordiamo che l’attuale giunta Gori che amministra Bergamo inserì nel programma elettorale proprio la Tariffa Puntuale e siamo venuti anche a sapere che una delegazione bergamasca  ha fatto visita proprio a Parma per “imparare” come fare la Tariffa Puntuale. 
Aspettiamo con ansia di conoscere a breve i dati dell’analisi merceologica...

Invece di pensare alle piccole stufe che usiamo qualche mese all’anno per scaldarci, dando raccomandazioni sul tipo di legna che si brucia, sarebbe meglio fare qualcosa per provare a spegnere quelle “grosse stufe” chiamate inceneritori, facendo in modo magari che non brucino materiale che potrebbe essere tranquillamente recuperato e avviato a nuova vita.

Giorgio Elìtropi

giovedì 12 gennaio 2017

Tariffa Puntuale: il laboratorio Parma




«Oltre l’80% delle famiglie ha raggiunto lo sconto massimo ottenibile, per un totale dei risparmi che ha raggiunto il 92% circa dei cittadini. Questo dà la misura di quelli che sono gli incentivi della tariffazione puntuale se questa è associata al sistema di raccolta differenziata porta a porta. Un sistema, quello della tariffa puntuale – prosegue l’assessore – che funziona anche sulle utenze non domestiche alle quali abbiamo ritenuto di dare uno sgravio ulteriormente maggiore permettendo di pagare in media il 7,5% di “sconto” sulla tassa rifiuti nel 2016 rispetto al 2015»
Superato lo scetticismo iniziale riguardo il sistema porta a porta, con circa 600 sanzioni inflitte negli ultimi 12 mesi, anche tramite l’utilizzo di telecamere mobili contro l’abbandono di rifiuti per strada, il circuito virtuoso attivato a Parma ha portato, spiega ancora Folli, a risparmiare in un anno circa 3,5 milioni di euro nei costi di incenerimento.
«Puntando sulle politiche di riduzione e prevenzione dei rifiuti, abbiamo dimostrato che si riesce a ridurre drasticamente quello che è il rifiuto pro capite che viene conferito agli impianti di incenerimento incoraggiando, invece, un’economia virtuosa – aggiunge Folli, che conclude – siamo riusciti a far cambiare le abitudini dei cittadini nonostante ci siano ancora delle resistenze legate agli abbandoni, ma si tratta di problematiche fisiologiche alle quali dobbiamo sicuramente rispondere».

Tratto da Ricicla.tv

lunedì 21 novembre 2016

Ecopoint a Lodi Vecchio


Il 25 settembre 2016 a Lodi Vecchio si è tenuta la festa "VIVI LA CITTÀ" un evento che ha coinvolto tutte le associazioni e tanti cittadini della cittadina lodigiana.
La nostra associazione 5R ZERO SPRECHI ha voluto dare una dimostrazione pratica di quanto la nostra comunità sia già pronta per meritarsi l'introduzione della Tariffa Puntuale, organizzando un Ecopoint nel quale conferire tutti i rifiuti prodotti durante la festa, consentendo così di toccare con mano a tutti quanto sia facile differenziare quello che, spesso per pigrizia, siamo soliti conferire nel secco residuo.
Un grazie a tutti i bambini (il nostro futuro) che hanno dimostrato un grande interesse partecipando con tanta passione e accettando i consigli e le piccole correzioni: si sono divertiti a differenziare, orgogliosi di dimostrare di essere responsabili e attenti!
Tutti i volontari presenti ai gazebi delle associazioni e i circa 400 cittadini (di cui 200 commensali) si sono impegnati, dimostrando di essere un città attenta, collaborativa e pronta, producendo meno secco da incenerire e dimostrando senza tanti giri di parole di essere realmente attenti alla propria salute e a quella dell'ambiente.
Ora non ci resta che attendere il passo successivo: l’introoduzione della Tariffa Puntuale! Perché, come potete vedere anche nel breve filmato proposto, i dati parlano da soli: i rifiuti non esistono!

Anna Maria

giovedì 20 ottobre 2016

Tariffa Puntuale anche a Calcinate (BG)



La #TariffaPuntuale con "bidoncino microchippato" è attualmente il migliore modo per fare la Raccolta Differenziata, sia per l'alta percentuale di materiale differenziato, sia per la discreta riduzione della Tari che i cittadini pagano in meno. A Boltiere hanno iniziato ad attuare questo sistema ormai da oltre un anno e gli ottimi risultati conseguiti sono sotto gli occhi di tutti, "attirando" così amministratori particolarmente attenti a far quadrare i conti e a rispettare l'ambiente che ora vedono la giusta strada da seguire. E così dopo Calcio, a breve partirà anche Calcinate. E di certo non finiisce qui... Antonella Pirola e Roberto Fiorendi, dire che siete "grandi" è poco!#RifiutiZero Perché i rifiuti non esistono!