martedì 4 dicembre 2018

R Rifiuti Zero



Volete capire come funziona la Tariffa Puntuale? Siete interessati alla questione dei rifiuti, ma non sapete esattamente cosa dice l'Europa? Un vostro amico vi assilla con la storia dei "termovalorizzatori che producono energia" e vorreste approfondire un po' di più l'argomento? Volete scoprire come si potrebbe smaltire in modo naturale sostanze come l'amianto mediante l'acqua supercritica? A tutte queste domande e a tante altre inerenti agli inceneritori e alla corretta gestione dei rifiuti potete trovare certamente una risposta leggendo R Rifiuti Zero - Dalle parole ai fatti - un agile libretto, scritto da Roberto Fiorendi e Gianluca Cuc qualche anno fa, ma sempre valido e attualissimo. Non dovete comprarlo; lo potete tranquillamente scaricare qui in formato .pdf e leggervelo tranquillamente anche dal vostro cellulare. Buona lettura!

sabato 1 dicembre 2018

E' nato il gruppo giovani della 5R Zero Sprechi!

YOUth in Action


COS’E’?
Letteralmente “gioventu’  in azione” 
Sappiamo che i giovani hanno energia, idee nuove e possono essere il motore che porta, anche chi è meno giovane, a prendere coraggio e avere speranza. 
Siamo anche consapevoli che associazioni come la nostra che svolgono svariate attività anche poco accattivanti a volte, non sono sempre un riferimento immediato per i giovani che si avvicinano al mondo della salvaguardia dell’ambiente, non tanto per la poca sensibilità, quanto invece per le giustificate altre attività alle quali i nostri ragazzi sono chiamati ogni giorno: studio, sport, lavoro, ma anche divertimento 

SCOPO
YOUTH IN ACTION è un gruppo interno alla associazione 5R Zero Sprechi che stiamo cercando di creare, non prevede riunioni fisse , incontri di carattere informativo o manifestazioni contro qualcuno o qualcosa  , ma un vero gruppo di chiamata all’azione mirato alla realizzazione di attività utili all’ambiente ed al nostro territorio. 

ALCUNI ESEMPI DI ATTIVITÀ
-Camminate per la raccolta delle plastiche parchi zone di grande affluenza 
-Attività di decoro urbano (Art Action) 
-Attività di piantumazione 
-Attività di animazione legata all’ambiente (RicicloQuiz)
-Attività di recupero giocattoli usati e ridistribuzione (RiGioco) 
-Attività con i ragazzi delle scuole e in collaborazione con amministrazioni locali 

In base alla circostanza alla necessità o al progetto proposto da uno dei giovani appartenenti al gruppo, si promuove una attività alla quale sono chiamati all’azione organizzando per tempo quel progetto 

E’ previsto un logo di appartenenza, che sarà stampato su una t-shirt tinta unica (bianca, blu, azzurra, gialla, rossa, viola). 

Se hai tra i 16 e i 29 anni e vuoi più informazioni, contattaci!
Sarà un piacere averti fra noi ... ti aspettiamo!

Coordinatrice: Daniela Miccoli 

venerdì 30 novembre 2018

Siamo certi che i rifiuti debbano necessariamente essere ardenti?


Abbiamo letto su Poputus, giornale per bambini allegato ogni martedì e giovedì a L'Avvenire, nel numero 2115 del 29 novembre 2018, un articolo dedicato alla questione degli inceneritori dal titolo “Rifiuti ardenti”. Premettiamo che il giornalino è scritto molto bene, con un taglio adatto ai ragazzi, usa parole semplici ed è sempre molto attento alla questione ambientale. E anche l’articolo in questione inizia bene: in Italia produciamo mediamente 500 kg a testa all’anno, un’esagerazione. L’ideale, si dice, sarebbe quella di produrne di meno, fare una buona raccolta differenziata e riciclare tutto. Proprio quello che ci dice di fare l’Unione Europea. Ma ecco che, a questo punto, l’articolo smarrisce il filo del discorso e fa nascere il “problema dei problemi”: “Ma i rifiuti che non riusciamo a riciclare? L’unica soluzione resta quella di bruciarli nei termovalorizzatori”. Subito dopo aggiunge: “Ma se la raccolta differenziata migliorerà nel futuro, ne serviranno sempre di meno”. A questo punto, pensavamo che la risposta alla totale inutilità agli inceneritori fosse automatica. Invece l’articolo insiste: non importa, "gli inceneritori resteranno indispensabili, serviranno ancora". E poi, "quelli moderni inquinano poco". La perla finale, poi “l’Italia deve decidere se costruire qualche nuovo impianto oppure se continuare a pagare per far bruciare i rifiuti ad altri”, fa a botte con la logica. Una tale affermazione, infatti non tiene conto del tempo necessario per costruire nuovi inceneritori, mediamente di otto anni. Contraddice poi il concetto di economia circolare di cui tutte le altre pagine di Popotus, anche nei numeri precedenti, sono permeate. Non tiene conto del principio di conservazione della materia che i bambini hanno imparato a scuola, ossia che i rifiuti bruciati non scompaiono: diventano per una piccola parte energia, ma il resto si trasforma in ceneri altamente inquinanti, da conferire in discariche, e in sostanze volatili molto pericolose (diossine e metalli pesanti). E non tiene conto, in ultimo, che un'alternativa agli inceneritori esiste e si può perseguire da subito: la strada è quella di Rifiuti Zero! Proprio in questi giorni, sono stati premiati i comuni ricicloni, comuni i cui abitanti hanno saputo dimostrare che si può produrre ogni anno una ventina di chilogrammi di secco residuo a testa, alla faccia dei “rifiuti che non si possono differenziare”. Diciamole queste cose ai nostri ragazzi se vogliamo provare a cambiare il nostro e, soprattutto, il loro futuro!
Comunque siamo certi che seguirà nei prossimi numeri di Popotus un bel chiarimento a queste "piccole inesattezze" ;-)