venerdì 21 agosto 2020

Earth Overshot day


Domani 22 agosto gli uomini avranno consumato tutto il carburante che fa funzionare il motore della terra. Da domani consumeremo le riserve ecologiche dei nostri figli e nipoti. Eppure noi umani continuiamo allegramente a dissipare risorse come prima. E buon per noi che, “grazie” al lockdown e alla contrazione mondiale della produzione, abbiamo recuperato 24 giorni rispetto al 2019. 

Pesca non sostenibile, allevamenti intensivi, deforestazioni, utilizzo smodato di fonti fossili, cemento e asfalto, sfruttamento del sottosuolo, plastica e rifiuti in ogni angolo del pianeta... Così non possiamo più andare avanti... Certamente non dobbiamo augurarci un altro lockdown... Nel nostro piccolo, sarebbe auspicabile cambiare le nostre abitudini quotidiane, per esempio evitando l’usa e getta, gli sprechi alimentari, l’eccessivo consumo di carne, muovendoci a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici e riducendo i viaggi inutili (soprattutto quelli per andare in vacanza in mete esotiche con gli aerei)...  Pensando in grande, invece, occorre passare da un capitalismo estrattivo basato sul dogma – fisicamente irrealizzabile – della “crescita infinita in un mondo finito”, a una società demograficamente più stabile ed economicamente più sobria nei consumi, che sappia sfruttare al meglio la tecnologia per ridurre gli sprechi, non certo per indurne di nuovi. Una bella battaglia insomma... Ma se vogliamo dare un futuro più certo ai nostri figli, da vincere a tutti i costi e nel più breve tempo possibile. Perché di tempo non ce n’è più.

mercoledì 27 maggio 2020

Cementifici usati come inceneritori


Che l’Italia fosse uno strano Paese non lo scopro di certo oggi, ne avevo già avvertito da tempo parecchie avvisaglie. Quanto però accaduto in questi giorni me ne dà un’ulteriore conferma. Già, perché se un mese fa il ministro dell’ambiente ha definito nuove regole per la gestione degli pneumatici fuori uso (estromettendoli di fatto dal divenire CSS) e mentre in commissione ambiente al senato si inizia a lavorare per abolire una legge un po’ sciocchina che prevede di dover utilizzare almeno un 50% di plastica vergine per produrre vaschette e bottiglie (di plastica) per uso alimentare (iniziando finalmente un percorso reale di economia circolare, in cui si utilizza realmente TUTTA la plastica riciclata, dandole così nuova vita...), in regione Lombardia il presidente della commissione rifiuti (che se non ero è pure laureato in ingegneria) elabora una relazione conclusiva in cui, in nome dell’economia circolare e mettendo mano allo sblocca Italia (parole sue), inserisce i cementifici nel circuito dello smaltimento dei rifiuti “non riciclabili” facendogli quindi bruciare, come già avviene a Calusco d’Adda in via sperimentale da una decina d’anni (immettendo nell’ambiente, ogni anno, 25 kg di arsenico e 15 kg di mercurio) proprio quella plastica e quegli pneumatici (tritandoli e mischiandoli per benino e chiamandoli Combustibili Solidi Secondari) che si sta dimostrando essere riciclabili. Io spero che si sappia che i cementifici, impianti altamente pericolosi ma costruiti per produrre cemento (da costruire pertanto lontano dai centri abitativi sin dai tempi del re) hanno limiti di emissioni nove volte superiori a quelli degli inceneritori (costruiti per bruciare rifiuti): se un inceneritore non può emettere, per esempio, più di 200 mg/Nmc di ossidi di Azoto, un cementificio può arrivare sino a 1800 mg/Nmc... Ma magari si vuol cambiare la norma ed equiparare i due impianti imponendo limiti (ovviamente in modo restrittivo) a entrambi. Vedremo.
Aggiungo per ultimo una riflessione personale.Tutti in questi giorni parlano di futuro sostenibile. Qualche giorno fa la Danimarca ha annunciato che vuol eliminare la plastica da bruciare nei propri inceneritori (costruiti per fare teleriscaldamento) non solo per questioni ambientali (ridurranno la CO2), ma soprattutto per una questione economica. Ecco, in Italia invece assistiamo a continue spinte bipolari: da una parte provando ad attivare nuove dinamiche di produzione che tengano conto finalmente delle leggi della fisica (cioè che le nostre risorse sono limitate e che pertanto la materia non va sprecata), incentivando azioni concrete di recupero “al 100%” della materia, senza buttare via nulla, cioè seguendo una reale economia circolare, dall’altra continuando a propinare le vecchie logiche della produzione senza alcun limite, che trova sempre una soluzione ad ogni tipo di rifiuto, spesso trasformando la materia in energia, in barba alle leggi che regolano la materia (nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma). Perché tanto, alla fine, da qualche parte, le ceneri tossiche delle sostanze incenerite le si dovranno buttare da qualche parte: se non sarà nelle miniere di sale in Germania (vedi inceneritori) sarà nel cemento con cui costruiremo domani le nostre case, i nostri asili, le nostre scuole, i nostri ospedali, i nostri oratori... E tutto in virtù di un’economia circolare perché “non si butta via niente”...
P.S. per approfondire la questione CSS e cementifici: http://www.zerowasteitaly.org/documen…/barletta/DICIAULA.pdf
#5RZeroSprechi

martedì 3 marzo 2020

Crisi climatica ed ambientale: comprenderla ed affrontarla

Conferenza a Brescia del 6 febbraio 2020 con Luca Mercalli


Luca Mercalli inizia parlando del clima nel tempo e delle “variabili fisiche e biologiche”, dalle quali si riesce a stimare quale sia stata la temperatura migliaia d'anni fa, per esempio, gli anelli degli alberi o l’andamento dei ghiacciai, il ritrovamento di fossili ed i termometri isotopici (cioè una stima tra gli isotopi e la temperatura).
Il primo termoscopio è stato realizzato da Galileo Galilei nel 1607, mentre Daniel Gabriel Fahrenheit inventa il termometro ad alcol nel 1709, a cui seguì quello a mercurio nel 1725. Nel 1742 Andres Celsius propose l'introduzione di una scala centigrada.
Dalla metà del 1700 iniziano a diffondersi in Europa e da questo momento si iniziano a rilevare i dati, quindi da questo momento le stime sono molto più precise perché basate su dati.


Il grafico parte dall'anno zero e dal 1800 si ha una precisione più alta nella rilevazione.

Tra il 1600 e il 1800 si ha la “piccola era glaciale” e poi, fino a metà del 1900, la temperatura risale a valori medi, ma dal 1950 la crescita è eccessiva, quindi non si può usare la storia per giustificare il cambiamento climatico, perché i tempi sono totalmente diversi.
Cosa genera la “piccola era glaciale” di cui si hanno tracce anche nei quadri dei pittori dell’epoca.
Si stima che ci sia stato un piccolo raffreddamento del Sole, quindi cause esterne alla terra non si possono ricercare; in realtà sono state una serie di enormi eruzioni vulcaniche. La prima e più devastante è stata quella del vulcano Samalas in Indonesia nel 1257. Il Samalas è un vulcano enorme, le cui ceneri nella stratosfera hanno causato questo raffreddamento: le polveri nella stratosfera impediscono ai raggi solari di arrivare sulla Terra.
Non essendoci internet, in Europa non si sapeva dell'eruzione del Samalas; a Genova, nel 1260, si ferma il commercio per il freddo. Oltre al Samalas, nel giro di qualche centinaio d'anni, altri grandi vulcani eruttano.